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Neuroscienze e potenziamento cerebrale - kit aggiornato.

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I farmaci sviluppati per curare diverse patologie saranno probabilmente in grado anche di potenziare le nostre abilità naturali. Una medicina sviluppata per curare il morbo di Alzheimer potrebbe facilmente migliorare le normali capacità mnemoniche di un individuo. I farmaci stimolanti che oggi vengono somministrati a bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione potrebbero aumentare le capacità di concentrazione di un cervello “normale”. Anche lo stato emotivo di un individuo può essere migliorato.

Author / translator Chiara Saviane, Donato Ramani

I farmaci sviluppati per curare diverse patologie saranno probabilmente in grado anche di potenziare le nostre abilità naturali. Una medicina sviluppata per curare il morbo di Alzheimer potrebbe facilmente migliorare le normali capacità mnemoniche di un individuo. I farmaci stimolanti che oggi vengono somministrati a bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione potrebbero aumentare le capacità di concentrazione di un cervello “normale”. Anche lo stato emotivo di un individuo può essere migliorato. Infatti i farmaci di nuova generazione per curare la depressione hanno un effetto anche sulle persone non depresse: chi le utilizza è meno soggetto a preoccupazioni e vive con più ottimismo e sicurezza. Anziché limitare la loro applicazione a terapie curative, questi farmaci potrebbero in futuro essere utilizzati per potenziare le normali funzioni del corpo, della mente, della psiche. A fronte dei benefici che sono stati prospettati per questi medicinali, potremmo considerare inevitabile un loro impiego in tal senso. O riteniamo invece che sia possibile, se non addirittura un nostro dovere, cercare di arginare questo fenomeno? La domanda risulterà sicuramente pertinente se si dimostrerà che i farmaci in questione non hanno effetti collaterali nocivi sul nostro organismo. Che male c’è nell’aumentare la nostra memoria, l’intelligenza, i livelli di attenzione, le nostre capacità mnemoniche? O addirittura nel potenziare la nostra creatività, empatia, o capacità sociali? Già ci rifugiamo quotidianamente nel caffè, le sigarette o un bicchiere di vino. Non è forse per gli effetti che la caffeina, la nicotina o l’alcool hanno sul cervello? Che differenza c’è tra una pillola e una tazza di caffè?

Created 16 April 2014
Last edited 7 August 2018
Topics Ethics, Health, Science

Policy positions

Policy position 1

Se fosse disponibile una valutazione esaustiva dei potenziali effetti collaterali, in virtù della libertà di mercato, i prodotti per il “potenziamento del cervello” dovrebbero essere soggetti a regolamentazioni analoghe a quelle attualmente applicate all’alcool e al tabacco.

Policy position 2

I prodotti per il “potenziamento del cervello” dovrebbero essere regolamentati in ogni circostanza da controlli medici severi: dovrebbero cioè essere disponibili solo su prescrizione medica.

Policy position 3

I “mezzi per il potenziamento del cervello” non dovrebbero essere a disposizione del pubblico generico ma si dovrebbe proseguire nella ricerca (con test clinici, impiego militare ecc.) per comprendere gli effetti a lungo termine del loro utilizzo, sia sul piano medico che su quello sociale.

Policy position 4

L’impiego di questo tipo di stimolanti per potenziare il comportamento normale non è moralmente accettabile, quindi l’impiego di queste sostanze dovrebbe essere limitato a scopi terapeutici – per la cura di malattie, disabilità e altri disturbi.

Story cards

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Mi chiamo Luis, soffro del morbo di Parkinson da oltre 15 anni. Le medicine non funzionano più, il tremore è peggiorato moltissimo. Il medico dice che ho raggiunto il limite di assunzione dei farmaci e mi ha proposto di sottopormi alla Stimolazione Cerebrale Profonda: elettrodi infilati nel cervello per controllare i sintomi del morbo. Potrei accendere e spegnere la stimolazione grazie a un dispositivo simile a un pacemaker per il cuore. Ci sono buone probabilità di ottenere risultati molto soddisfacenti. Per me è l’ultima speranza. Ma non diventerei una specie di robot?

La storia di Louis
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Mi chiamo Andreas, ho 32 anni. Qualche anno fa ho avuto un momento no, ero proprio giù. Il medico mi disse “depressione” e mi diede un farmaco. Dopo poco stetti decisamente meglio, il problema è che quella persona che stava bene non ero io. I miei comportamenti non erano quelli abituali, niente di imbarazzante o pericoloso, però a detta anche di chi mi stava vicino, ero un’altra persona. La sensazione che mi è rimasta addosso di quel periodo è di profondo disagio. Ora la mia vita è OK, ma non vorrei mai ripetere quell’esperienza. E il pensiero che una sostanza possa farmi cambiare così, mi ha posto degli interrogativi sulle origini e la natura della nostra identità e della nostra personalità a cui non so più dare risposta.

La storia di Andreas
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Mi chiamo Rita, ho 75 anni e sono una pensionata. Ho una vita piena, viaggio, leggo, vado a teatro, ho tanti interessi e molta voglia di fare. Mi rendo conto, però, che la mia testa non è più quella di una volta. Sono meno pronta, meno reattiva, anche se ho ancora un’ottima memoria. Se ci fosse una pillola per riportarmi quella freschezza che ho perduto è certo che la prenderei. E così molti miei coetanei, io penso. Del resto perché non vivere una vita ricca e soddisfacente anche in età avanzata invece che lasciarsi andare lentamente nelle nebbie della vecchiaia?

La storia di Rita
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Mi chiamo Carla, ho 35 anni e sono un medico. Depressione, malattie neurodegenerative, disturbi dell’apprendimento sono questioni serie e importati dal punto di vista sociale e sanitario. Penso che questi dibattiti sul neuro-enhancement spostino l’attenzione su temi di scarsa importanza rispetto alle emergenze concrete con cui come professionista faccio i conti ogni giorno. Un esempio? L’Alzheimer, che sarà la grande emergenza del futuro, per cui non esistono terapie, dai costi umani e sociali spaventosi. E noi stiamo a discutere sull’opportunità di accrescere le nostra capacità di individui sani. Lo trovo francamente demoralizzante.

La storia di Carla
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Mi chiamo Lee, sono un avvocato. Il mio cliente V. B. un anno fa ha subito un intervento Stimolazione Cerebrale Profonda per far fronte a una grave forma di depressione resistente ai farmaci. Le sue condizioni sono parzialmente migliorate ma l’uomo ha sviluppato sintomi di aggressività mai manifestati prima. In seguito a un banale tamponamento il mio cliente ha aggredito un automobilista che l’ha denunciato per lesioni gravi. In tribunale dimostrerò la sua innocenza, attribuendo all’impianto la colpa del suo comportamento. Allo stesso tempo stiamo intentando una causa contro i medici che hanno consigliato un trattamento i cui effetti collaterali si sono dimostrati imprevedibili e gravi.

La storia di Lee
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Mi chiamo Patricia, insegno matematica in un’accademia molto selettiva e prestigiosa. Ho scoperto con sgomento che alcuni studenti per aumentare le loro prestazioni assumono il Ritalin, un farmaco normalmente prescritto per la terapia della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Verrà il giorno in cui dovremmo chiedere agli allievi di sottoporsi al test dell’urina durante gli esami, per verificare se i loro risultati sono frutto del duro lavoro o dei farmaci?

La storia di Patricia
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Mi chiamo Alex, ho 28 anni e sto finendo il mio dottorato in economia presso un’università molto importante. I ritmi sono serratissimi, le ore di lavoro tantissime perché bisogna essere competitivi. La concorrenza tra noi studenti è spietata. Poi, ovviamente, c’è il divertimento, ogni tanto mi piace uscire e far baldoria. Per fare tutto prendo l’Adderall, uno stimolante usato per trattare l’ADHD. Mi permette di stare sveglio la notte e di rimanere lucido per completare i miei compiti. Non sono l’unico a farlo e non ci vedo niente di male. Non copio le cose, non le faccio fare a un altro. Sono sempre io a produrre i miei lavori. Mi serve solo per produrre meglio e di più.

La storia di Alex
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Mi chiamo Elsa, ho 53 anni e sono una filosofa della scienza.
Il futuro è già alle porte e l’essere umano, così come lo conosciamo, dovrà adeguarsi ai cambiamenti a venire. Molecole o tecnologie in grado di aumentare le nostre capacità mentali potrebbero segnare un grande cambiamento per l’uomo. Ci sono dei rischi, certo, ma ogni innovazione tecnica e scientifica li porta con sé. E la paura è una pessima consigliera, perché è un sentimento che non va d’accordo con il progresso scientifico che spesso è anche progresso sociale.

La storia di Elsa
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Mi chiamo Anna, mi occupo di analisi statistica per una grande società. Io ho un cervello funzionante, sono piuttosto brava nel mio lavoro. Le ricerche per migliorare le nostre capacità mentali? Potrebbero essere utili nella mia professione, nonostante questo sono scettica. Dico “no grazie”, va bene così. Il mio talento e le mie capacità sono mie, niente di artificiale. Potrà esserci qualcuno di più bravo di me, pazienza. Ma avremo combattuto ad armi pari. E se avrò un momento di stanchezza o di scarsa efficienza vorrà dire che sarà arrivato il momento di riposare, non di forzare il mio fisico ad andare avanti prendendo una pillola.

La storia di Anna
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Mi chiamo Leo e sono un pilota civile, comandante di aerei di linea su rotte intercontinentali. Il mio è un lavoro faticoso per i lunghi viaggi, i cambi di fuso, i ritmi del sonno sballati. A volte si è davvero stanchi. Ricordo quando i miei figli erano neonati: dopo notti insonni salivo a bordo, rotta verso il Giappone, cioè circa 11 ore di volo. Ero stravolto e con la responsabilità di centinaia di persone a bordo. Sono totalmente contrario alle droghe ma io penso che in lavori come il nostro la possibilità di un aiuto per aumentare le nostre capacità mentali e sentire meno la stanchezza non dovrebbero essere escluse a priori.

La storia di Leo
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Mi chiamo Eva, lavoro come psicologa in un ospedale pubblico. Ogni giorno, con i miei pazienti, mi rendo conto di come il cervello sia un grande, affascinante mistero: qualcosa di più e di diverso da un ammasso di cellule che trasmettono segnali. L’uomo è ancora molto lontano da scoprire i segreti della mente e io credo che mettere le mani, con farmaci o tecnologie, in un equilibrio delicatissimo ma prodigioso, sia un grosso errore. Rischiamo di perdere la nostra essenza di esseri umani, i nostri pensieri, i nostri sentimenti per inseguire un sogno di efficienza che è proprio delle macchine, non di noi esseri mortali e meravigliosamente imperfetti.

La storia di Eva

INFO CARDSISSUE CARDS

Anziani e attivi

La vita si allunga e in futuro le persone dovranno mantenersi attive e lavorare fino a un’età avanzata. Un farmaco per migliorare le loro prestazioni mentali potrebbe essere necessario per garantire performance adeguate a sostenere i nuovi ritmi.

Il neuro-enhancement della coppia

La percentuale dei divorzi è in crescita, la coppia è in crisi, i single in aumento. Alcuni studiosi dell’Oxford Centre for Neuroethics propongono un rimedio: il neuro-enhancement dell’amore, la possibilità che a mettere a posto gli affari di coppia ci sia un farmaco atto a facilitare la comunicazione, aumentare l’empatia e la fiducia reciproca. Se esistesse, saremmo disposti a prenderlo per salvare la nostra unione?

Cervello più forte

Anche rispetto a pochi decenni fa, siamo più sani e più forti. Gli avanzamenti della medicina ci hanno permesso di vivere meglio e più a lungo rispetto ai nostri avi. Se abbiamo ottenuto questo risultato sul nostro fisico, perché escludere che nel futuro potremmo rendere più forte ed efficiente anche il nostro cervello? In fondo, che differenza c’è?

Responsabilità civile e penale

Tecnologie e sostanze che agiscono sul nostro cervello aprono degli interrogativi anche sul concetto di responsabilità. Nel caso in cui individui sottoposti a questi trattamenti dovessero commettere un crimine, dove si ferma la responsabilità del singolo e comincia quella del farmaco o della tecnologia? Di chi sarebbe la colpa dell’accaduto?

Terapia sì, enhancement no

Una cosa sono i trattamenti terapeutici, un’altra quelli per aumentare le nostre capacità mentali. Nel primo caso le ricerche e le applicazioni sono sacrosante, nel secondo dovrebbero essere impedite.

La complessità del cervello

Il cervello è un organo di estrema complessità, i cui meccanismi di funzionamento sono tutt’oggi in gran parte sconosciuti. Addentrarvisi con farmaci o tecnologie è un’avventura dagli esiti imprevedibili.

Campagne informative

Dovrebbe essere fatta una seria campagna di informazione relativa ai rischi dell’assunzione delle smart drugs, le sostanze che permettono di migliorare le performance cognitive. Soprattutto per le categorie a rischio, come i più giovani. Esattamente come viene fatto per droghe come la cocaina o l’eroina.

Sempre più efficienti

L’uomo del terzo millennio è già sottoposto a stress e sollecitazioni inedite, per cui non siamo stati predisposti. Ci viene chiesto di essere sempre più efficienti, pronti, scattanti, intelligenti. Siamo sicuri di non pretendere troppo da noi stessi? La nostra lotta per essere qualcosa di più di ciò che siamo, ciò che la natura ci ha donato, potrà davvero portarci qualcosa di buono?

Oltre i nostri limiti

L’uomo ha sempre cercato di superare i propri limiti. È ciò che ci ha portato a prevalere sulle altre specie, ci ha fatto scoprire altre terre, ci ha fatto costruire le nostre civiltà. Il nostro cervello è solo l’ultima entusiasmante frontiera da raggiungere e scoprire per evolvere ancora. Un’altra avventura nell’affascinante storia dell’uomo.

Il marketing

Dopo la pubblicità battente che ci vuole sempre più belli, giovani, in forma, dobbiamo aspettarci nuove campagne che ci vogliono più capaci, intelligenti e intellettualmente brillanti? Presto questo sarà un nuovo mercato?

Smart drugs e concorsi

Se queste sostanze dovessero trovare un ampio consumo come ci dovremmo comportare nel caso di un concorso? Se scoprissimo che il nostro competitore ha vinto perché ha assunto specifiche sostanze che hanno potenziato le sue capacità mentali, avremmo diritto a sostenere l’invalidità della prova? Ma come possiamo provarlo?

Un’altra evoluzione

L’uomo ha dimostrato di andare più veloce dell’evoluzione. D’ora in poi dovremo abituarci a evolverci in un altro modo, grazie a macchine o sostanze che accresceranno le nostre potenzialità, anche mentali. Dove non arriverà la natura, troveranno spazio la scienza e la tecnologia. Del resto tecnologie impiantabili come la DBS sono già entrati nella pratica clinica. È un cambiamento che avverrà naturalmente, a scopo terapeutico, ma non solo.

Le professioni stressanti/1

Personale sanitario, soldati, piloti e conducenti, vigili del fuoco: sono solo alcune delle professioni faticose e logoranti da cui spesso dipende la vita delle persone. Nel caso in cui sostanze nootrope di provata efficacia e a basso rischio fossero a disposizione, queste categorie dovrebbero poterne usufruire per tutelare l’altrui incolumità.

Un nuovo sfruttamento?

Il panorama è da film di fantascienza. Ma l’interrogativo è lecito. Siamo sicuri che nuove sostanze atte a garantire migliori performance mentali non porterebbero a un nuova forma di sfruttamento, con gruppi di individui portati ad assumere queste sostanze per garantire un’inedita efficienza e produttività?

Il doping mentale

Se il doping non riguardasse più soltanto le prove sportive ma anche quelle intellettuali si aprirebbero delle questioni inedite, su cui l’etica e il diritto forse non sono ancora pronte a pronunciarsi.

Le professioni stressanti/2

La difficoltà per alcune professioni di stare al passo con una vita stressante è cosa nota. È il caso dei medici. Una ricerca del 2011 dell’Università di Modena nell’ambito del progetto “Medico cura te stesso” ha rilevato che chi esercita questa professione, rispetto alla media della popolazione, è più a rischio per il consumo di droga, soprattutto cocaina, alcol e depressione.

Effetti collaterali/1

La Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS) comporta l’impianto di elettrodi di stimolazione nel cervello. Vengono così trattate diverse patologie, come il Parkinson o la depressione grave, quando la terapia farmacologica risulta insufficiente. Purtroppo non sempre funziona e gli effetti collaterali possono essere importanti. Fino a che questi effetti non saranno minimizzati dovrebbe essere impedito l’impiego di questa tecnologia?

Affrontare il problema o no?

Le ricerche dicono che gli studenti hanno imparato ad usare specifiche sostanze, dette nootrope o smart drugs, per aumentare le loro capacità mentali. Le istituzioni dovrebbero affrontare il problema con specifiche campagne ad hoc o c’è il rischio di fare pubblicità involontaria a queste sostanze finendo per dare ossigeno al fenomeno?

L’uso dei farmaci

Quando un farmaco è stato approvato e commercializzato, è inevitabile che se ne faccia anche un uso alternativo.

Primo e quarto mondo

Educazione, tecnologie, infrastrutture scolastiche e universitarie, libri, laboratori sono tutti elementi che aiutano gli studenti ad accrescere dal punto di vista cognitivo. In questo c’è però una disparità tra i Paesi più ricchi e quelli più poveri che spesso hanno scarse risorse. Una pillola per potenziare le capacità neurocognitive non sarebbe forse un aiuto in più, democratico e di facile impiego, per queste realtà?

Paura dei farmaci

Molti di noi sognano di condurre una vita allegra e vivace, di essere capaci di grande concentrazione sul lavoro e di fare sesso ogni notte. Eppure l’idea di realizzare i nostri desideri utilizzando dei farmaci ci mette a disagio. Perché?

La società lo chiede

Guardiamo con apprensione a chi assume sostanze per essere più brillante, più efficiente e tenere il passo. I modelli offerti, il dovere di essere molte cose - lavoratori eccellenti, buoni sportivi, ottimi genitori - non sono forse troppo ambiziosi? Non sono proprio le troppe richieste a spingere molti a cercare soluzioni sintetiche per reggere il ritmo? Non è che il problema è alla radice e non nei comportamenti del singolo?

C’è differenza?

C’è differenza tra assumere uno stimolante o bere litri di caffè la notte prima di un esame?

Lecito o proibito

Ci sono dei contesti, delle situazioni, dei casi specifici in cui metodiche per il potenziamento cerebrale dovrebbero essere permesse? Quali?

Ricerche più urgenti

Ci sono molti settori, anche nel campo delle neuroscienze, in cui la ricerca medico-scientifica può impiegarsi, molto più urgenti e importanti del neuro-enhancement.

Una nuova moda

Il neuro-enhancement? È una nuova moda, di quelle che piacciono tanto ai mass-media ma che, dal punto di vista scientifico, hanno meno sostanza di quanto si vorrebbe far credere. Insomma, si tratta di un problema molto esile, affascinante certo, ma di importanza trascurabile.

Chi siamo?

Le ricerche dimostrano che farmaci e tecnologie possono mutare la nostra personalità e i nostri comportamenti, in senso positivo ma anche negativo. Come la DBS, che tra i possibili effetti collaterali include l’ipersessualità o un’inedita passione per il gioco. Chi siamo noi, dunque? Cosa vuol dire "normalità"? Basta cambiare gli impulsi o la chimica del nostro cervello per renderci persone diverse? La nostra complessità si riduce a questo?

Tecnologie preziose

Ci sono effetti avversi, è vero. E il meccanismo di funzionamento del nostro cervello è ancora in gran parte misterioso. Però non bisogna dimenticare che tecnologie come la DBS o i farmaci per il disturbo del comportamento o gli antidepressivi, sono di vitale importanza per una quantità di persone che, negli anni, hanno trovato in essi un utile rimedio alle proprie patologie.

Effetti collaterali/2

Alcune sostanze nootropiche, gli stimolanti in particolare, hanno mostrato effetti collaterali significativi, come lo sviluppo di comportamenti aggressivi, ansia, insonnia, ma anche dipendenza e depressione.
Queste sostanze non dovrebbero essere utilizzate, se non a scopo terapeutico, finché i rischi di complicazioni non saranno completamente sotto controllo.

Il cervello in evoluzione

20 anni fa gli scienziati ritenevano che dopo l’infanzia il cervello non si potesse più modificare, se non per la perdita di neuroni nel processo di invecchiamento. Oggi invece sappiamo che il cervello si rimodella costantemente nell’arco di tutta la vita, per effetto dell’apprendimento e dell’adattamento all’ambiente.

Nootropi o smart drugs

Si chiamano nootropi, noti anche come smart drugs, i farmaci e le sostanze che aumentano le capacità cognitive del cervello. Generalmente, i nootropi agiscono aumentando il rilascio di agenti neurochimici (neurotrasmettitori, enzimi e ormoni), migliorando l'apporto di ossigeno al cervello o stimolando la crescita nervosa.

Modafinil ed esperimenti militari

Il Modafinil è una sostanza che favorisce lo stato di veglia e viene utilizzato per diversi disturbi del sonno. Il suo impiego a scopo militare è già stato approvato negli Stati Uniti per alcune missioni dell’Air Force in situazioni di privazioni di sonno. Nuove ricerche stanno valutando l’utilizzo per missioni a terra per periodi che raggiungono anche le 88 ore di veglia.

In rete? Basta chiedere

Per capire l’entità del fenomeno basta fare una veloce ricerca on-line. È facilissimo trovare forum di discussione in cui, sotto nick name, le persone si scambiano consigli, informazioni, richieste su quali farmaci o sostanze procurarsi per ottenere specifici effetti (aumentare la concentrazione, la capacità mnemonica ecc.), con quali dosaggi e quali effetti collaterali.

L’acquisto è facile

L’acquisto di sostanze nootrope, cioè quelle che permettono di accrescere le capacità cognitive, non è così complicato. È possibile procurarsi all’estero sostanze per cui in Italia serve la ricetta medica. Inoltre venditori on-line con sedi in Asia o Sud-America consentono l’acquisto di una varietà di molecole con discreta facilità.

Effetti a lungo termine

Benché siano noti gli effetti collaterali a breve termine di diverse sostanze nootrope, quelle cioè capaci di accrescere le capacità cognitive di chi le assume (come la concentrazione, l’attenzione o la memoria), gli effetti dell’assunzione a lungo termine da parte di individui sani sono ancora poco conosciuti.

Memoria e Stimolazione Cerebrale Profonda

Alcuni studi hanno suggerito che la Stimolazione Cerebrale Profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) di aree cerebrali coinvolte nella memoria possa aiutare pazienti malati di Alzheimer o addirittura potenziare le capacità mnemoniche di persone sane.
Secondo un recente sondaggio il 50% dei neurochirurghi americani non avrebbe nulla in contrario a utilizzare la procedura, una volta assicurato che sia sufficientemente sicura (Hariz et al., 2013)

Sani e malati

I farmaci per combattere l’Alzheimer, possono poco contro questa grave patologia. Non si può escludere però che questi farmaci, se assunti da persone sane, possano essere utilizzati per aumentare le loro capacità cognitive.

Stimolazione Magnetica Transcraniale

A oggi più di 60 studi hanno riportato che la Stimolazione Magnetica Trasncranica (Transcranial Magnetic Stimulation, TMS) può apportare dei miglioramenti significativi nella velocità e precisione di diverse funzioni di tipo percettivo, visivo ed esecutivo (Luber & Lisanby, 2014).

Stimolazione Transcranica a Corrente Diretta

La Stimolazione Transcranica a Corrente diretta (transcranial Direct Current Stimulation, tDCS) è un metodo di stimolazione cerebrale non invasiva che consiste nell’applicazione di corrente continua a bassa intensità nella zona di interesse. Rappresenta un’interessante opportunità per il trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici, ma ha dimostrato potenzialità anche per l’aumento di capacità mnemoniche, linguistiche o matematiche.

Stimolazione Cerebrale Profonda

Più di 200mila persone nel mondo hanno subito un intervento di Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS) per alleviare sintomi di disturbi neurologici e psichiatrici quali il Parkinson, il Tremore Essenziale, la Depressione, l’Epilessia ecc. Si tratta di una terapia invasiva che può riportare a una sorta di normalità alcuni pazienti, ma tra i rischi include possibili modificazioni della personalità, da tendenze suicide all’aggressività.

Caffè o sostanze stimolanti

Un recente studio tedesco (Franke et al., PLOS 2012) ha coinvolto alcuni studenti universitari facenti uso sia di caffeina che di sostanze stimolanti per potenziare le proprie capacità cognitive. L’indagine ha rilevato che meno della metà degli studenti ritiene che ci siano differenze sostanziali tra le due alternative. Le motivazioni considerate sono principalmente di tipo medico e legale, raramente di tipo etico.

Sostanze stimolanti

Le sostanze maggiormente utilizzate oggi per il potenziamento cerebrale sono stimolatori del sistema nervoso centrale, come il Ritalin e l’Adderall. Queste sostanze vengono tipicamente prescritte per il trattamento del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini e negli adulti.

Spaccio di Ritalin

Già agli inizi degli anni 2000, un quinto dei bambini, adolescenti e giovani canadesi in terapia per il disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD) dichiarava di aver dato, venduto o essere stato forzato a passare le proprie medicine ad altri (Poulin, 2001).

Sostanze illecite nei campus Usa

“Ho dell’Adderall. Sono in stanza 101, maglietta grigia e cuffie”;
“Vendo 20 mg di Adderall a 15$”; “Ho preso l’Adderall alle 20. Sono le 6.30 del mattino e non ho quasi sbattuto gli occhi”.
Così Margaret Talbot racconta la distribuzione di sostanze illecite in alcuni campus universitari americani nel suo articolo per The New Yorker del 27 aprile 2009.

Uno studio canadese

Uno studio canadese del 2013 (Kudlov et al.) ha rivelato che il 15% degli studenti di medicina ha fatto uso di sostanze che permettono di potenziare concentrazione, memoria, lucidità e intelligenza, in particolare durante gli ultimi anni di corso.

Effetti collaterali

È stato dimostrato che sostanze come il metilfenidato, il modafilin o le anfetamine aumentano concentrazione e lucidità in individui sani o con carenza di sonno. Non è detto però che possano funzionare allo stesso modo per tutti. Tali sostanze possono avere pericolosi effetti collaterali quali comportamenti aggressivi, ansia, insonnia, depressione e dipendenza (Enck, 2013).

Neurofeedback (NF)

Il Neurofeedback (NF) permette all’individuo di imparare a modulare la propria attività cerebrale, visualizzandola sul computer in tempo reale. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del NF nel trattamento di numerose condizioni cliniche, tra cui l’ADHD, l’epilessia, l’ansia e la depressione. Il NF è stato inoltre utilizzato per migliorare le capacità cognitive di studenti e dirigenti d’affari o le prestazioni di musicisti e atleti.

Il film “Limitless”

Nel film “Limitless” del 2011 uno scrittore in crisi assume una sostanza dagli effetti portentosi.
La sceneggiatrice del film, Leslie Dixon, così ha dichiarato: “Le premesse sembrano quelle di un film di fantascienza ma il tipo di tecnologia non è così distante dalla realtà... Credo che la maggior parte delle persone, me compresa, prenderebbero quella compressa, se gli venisse offerta. Rispecchia quello che sta accadendo nella società di oggi.“

Farmaci che potenziano la memoria

Molte aziende farmaceutiche stanno investendo fortemente nello ricerca per lo sviluppo di farmaci che potenziano la memoria. Gli integratori alimentari che rinforzano la memoria costituiscono già un’industria da miliardi di euro, nonostante ci sia scarsa evidenza della loro efficacia.

Resistenza ai farmaci

Le persone affette dal morbo di Parkinson hanno continui tremori e rigidità degli arti.
È causata dalla progressiva morte dei neuroni situati nella cosiddetta Substantia Nigra, una zona del cervello che, attraverso il neurotrasmettitore dopamina, controlla i movimenti di tutto il corpo.
Sono disponibili farmaci per trattare il Parkinson, ma molti pazienti sviluppano forme di resistenza che li rendono inefficaci.

Terapie staminali

Nonostante le cause del morbo di Parkinson siano ancora incerte, si sa quali cellule e quale area del cervello siano intaccate. Si sta quindi studiando l’uso di cellule staminali per ottenere nuovi neuroni dopaminergici e sostituirli con quelli danneggiati.

Do ut des?

“Rimane ancora da scoprire se l’uso delle sostanze nootrope è una sorta di “pranzo gratis” farmacologico o se invece l’accrescimento di alcune capacità cognitive si può realizzare solo a discapito di altre”. *

Dichiarazione di Vince Cakic, ricercatore dell’Università di Sidney e autore di un articolo apparso sulla rivista “Journal of Medical Ethics” dedicato al fenomeno dell’uso di smart drugs da parte dei più giovani.

Allarme smart drugs

“Duecentottanta nuove droghe circolanti in Italia, di natura sintetica ma anche vegetali, scoperte negli ultimi 4 anni. Potenti, tossiche e pericolose, anche perché di facile reperibilità. Sono le nuove sostanze psicoattive (Nps), individuate sul territorio italiano ma anche su quello europeo, forti di un mercato che utilizza soprattutto Internet e va di pari passo a quello dei farmaci contraffatti.”

Da Quotidiano.net, 23/09/2013

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