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Ma come sarebbe l'Artico senza ghiaccio?

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La storia della Terra dal punto di vista dei cambiamenti climatici e' una storia molto tormentata. Negli ultimi 2 milioni di anni abbiamo avuto decine di passaggi da periodi di grande freddo (glaciali) a periodi molto piu' simili a quello che stiamo vivendo (interglaciali). L'ultima transizione e' avvenuta circa 10.000 anni fa' all'inizio dell'Olocene.

Author / translator Francesca Alvisi

La storia della Terra dal punto di vista dei cambiamenti climatici e' una storia molto tormentata. Negli ultimi 2 milioni di anni abbiamo avuto decine di passaggi da periodi di grande freddo (glaciali) a periodi molto piu' simili a quello che stiamo vivendo (interglaciali). L'ultima transizione e' avvenuta circa 10.000 anni fa' all'inizio dell'Olocene. In questi ultimi 10.000 anni il clima sul pianeta e' stato molto stabile se confrontato con la storia precedente, pur se le piccole variazioni hanno prodotto effetti registrati nelle cronache dell'uomo (ad esempio l'Optimum Medioevale intorno al 1200 o la Piccola Età Glaciale del 1600). Nei nostri tempi, l’uso del termine “cambiamenti climatici” spesso si riferisce ai recenti cambiamenti del clima, che includono l’aumento della temperatura superficiale media: il cosiddetto “riscaldamento globale”. Studi recenti mostrano che l’attuale aumento dei gas a effetto serra è la causa primaria del riscaldamento globale. Secondo le ricerche scientifiche, il riscaldamento prodotto dai gas serra che intrappolano il calore, gioca un ruolo primario nel regolare la temperatura della Terra. Comunque, dall’inizio della rivoluzione industriale (1800), con l’aumentare dell’utilizzo dei combustibili fossili, la percentuale dei gas serra, e specialmente dell’anidride carbonica, nell’atmosfera ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 100.000 anni. Nell'Artico, condizioni peculiari portano a una amplificazione dei fenomeni e quindi in quelle aree i cambiamenti climatici risultano molto piu' evidenti che nel resto del pianeta. Alcuni eclatanti fenomeni, come la riduzione della banchisa artica nel periodo estivo, il grande aumento della erosione delle coste, il maggior impatto sul permafrost (strato di terreno permanentemente ghiacciato) della stagione estiva, l'anticiparsi della stagione del disgelo, danno evidenza dei cambiamenti in atto e mettono in pericolo il fragilissimo ecosistema e con esso la vita delle popolazioni indigene.

Created 5 November 2012
Last edited 7 August 2018
Topics Climate, Environment, Politics

Policy positions

Policy position 1

Adattarsi ai cambiamenti climatici - Dobbiamo prendere coscienza che il cambiamento climatico e' in qualche modo connaturato in alcuni suoi aspetti al sistema Terra. Oltre ad agire per far sì che la componente di natura antropogenica sia la piu' limitata possibile, dobbiamo prepararci ad essi sia in termini culturali che con azioni di mitigazione degli effetti. Le forti teleconnessioni esistenti nel sistema climatico rendono essenziale una ampia e forte cooperazione internazionale.

Policy position 2

Investire di piu' nella conoscenza del sistema - I governi dovrebbero immediatamente supportare la ricerca avanzata sulle scienze dei cambiamenti climatici per migliorare la capacita' di previsione degli scenari e degli impatti sul sistema Terra e sulla societa' umana, e di conseguenza permetter loro di indicare strategie di adattamento.

Policy position 3

Offrire incentivi economici - I governi dovrebbero offrire aiuti finanziari e riduzioni fiscali per incrementare l'utilizzo di "tecnologie pulite", migliorare l'efficienza energetica in modo da promuovere e guidare uno sviluppo sostenibile.

Policy position 4

Seguire fatalisticamente gli eventi - Il clima sulla terra e' sempre cambiato. Quanto andiamo osservando e' quindi un fenomeno naturale e non colpa dell'attivita' umana. Gia' nel passato abbiamo avuto altissime concentrazioni di gas serra. Sia la Terra che l'uomo si sono sempre adattati e lo faranno anche stavolta. Lo sviluppo tecnologici e il progresso ci offriranno gli strumenti per farlo.

Story cards

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Sono una fervente ambientalista e credo che uno dei peggiori effetti dei cambiamenti climatici in Artico sia la forte modificazione dell’habitat degli animali, sia in termini di spazio a disposizione, sia in termini di percorsi migratori. Ognuno di noi può contribuire a ridurre o rallentare i cambiamenti in atto attraverso i propri comportamenti quotidiani. Ad esempio scegliendo elettrodomestici a basso consumo e spegnendoli con l’interruttore principale e non lasciandoli in “stand-by” con la famosa lucina rossa accesa. Anche se non ci pensiamo, questi apparecchi consumano anche decine di Watt ciascuno e tutti assieme possono arrivare a centinaia di Watt. Oppure, utilizzando i mezzi pubblici o addirittura la bicicletta e lasciando a casa automobili e motorini. In questo modo faremo del bene sia all’ambiente che alla nostra salute.

Eugenia Folliero
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Lavoro a Tiksi per una azienda che si occupa di trivellazione e operiamo principalmente per le compagnie petrolifere che operano nella zona. Queste attività stanno portando lavoro e quindi benessere al mio paese e a tutta la zona costiera artica dell’ex Unione Sovietica. Alcune persone criticano i nostri governi accusandoci di non avere a cuore la salute del pianeta e dell’Artico in particolare. A queste persone rispondo che per decenni altri paesi hanno fatto lo stesso in altre zone del pianeta, godendo di tutti i vantaggi economici che questo ha portato. Inoltre, anche paesi ben più ricchi del mio continuano nella loro esplorazione di aree incontaminate alla ricerca di nuove fonti di idrocarburi. Se c’è qualcuno che deve dare il buon esempio non siamo certo noi!

Carolina Bazarova
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Sono un giornalista e ho scritto un libro per smentire tutte le più grandi bugie degli ambientalisti in tema di Artico. Scioglimento dei ghiacci, sfruttamento del petrolio, inquinamento atmosferico, pesca indiscriminata, effetto serra, esaurimento delle risorse, guerre tra i paesi che vi si affacciano... gli SOS lanciati dalle organizzazioni ecologiste profetizzano la distruzione prossima dell’Artico. Nel mio libro dimostro, attraverso una documentazione schiacciante, che il solo scopo di queste organizzazioni è raccogliere fondi per operazioni demagogiche, ideologiche e politiche che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia del polo Nord.

Aristide Lucciano
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Amo molto gli abiti in pelliccia che mi tengono così calda durante l’ inverno. Da quando però ho scoperto che per realizzarli vengono uccisi anche i cuccioli di molti animali, come ad esempio le foche artiche, ho deciso di comperare solo abiti realizzati in pelliccia sintetica, che possono sostituire in maniera egregia la pelliccia naturale. In questo modo do una mano alla salvaguardia degli animali in Artico e non mi sento responsabile della morte di tanti piccoli animali.

Natalia Trevisan
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Dopo i recenti terribili incidenti che hanno coinvolto le centrali nucleari, i paesi di un po’ tutto il mondo stanno rivedendo i propri piani energetici. E’ chiaro che l’energia eolica e quella solare sono affascinanti, ma non sono in grado di darci abbastanza energia, né per il fabbisogno delle case moderne né per quello delle industrie. Ecco allora che il buon vecchio petrolio resta al momento l’ unica soluzione efficace ai problemi energetici. Io lavoro proprio in una compagnia petrolifera. Per noi esplorare nuove aree del pianeta alla ricerca di petrolio rimane l’unico modo per fornire una fonte di energia sicura e a basso costo.

Amitee Noël
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Le coste artiche reagiscono al riscaldamento globale in modo più sensibile rispetto a quelle delle aree delle medie latitudini. Finora, esse sono state protette dalla forza erosiva delle onde da ampie aree di ghiaccio marino. A causa del continuo declino di questo ghiaccio, la protezione sta sempre più venendo meno. La mia casa si è allagata per la terza volta in sette anni. Se continua così, il mio villaggio sarà costretto a “traslocare” a malincuore in una zona più interna, per non rischiare di essere spazzato via dal mare. Noi siamo affezionati a questo posto, ma dovremo ricostruire tutto da un’altra parte!

Jaakko Saarijärvi
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Mi occupo di investimenti sulle imprese e seguo da vicino le notizie sui cambiamenti climatici in Artico. Non credo che in futuro si riuscirà a giungere a una cooperazione internazionale su questi temi per cui sono interessata a investire in quelle compagnie che crescono e prosperano in questi scenari mutevoli. Grazie alle nuove rotte marittime che si aprono nei mari del Nord, sto investendo nella costruzione di nuovi porti. Prevedo che alla lunga le pressioni del mercato terranno conto di questi temi, poiché il costo dell’energia sarà tassato per limitarne il consumo.

Susanne Grunwald
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Sono un ricercatore del CNR e studio le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici nelle zone polari. La concentrazione delle polveri nell'atmosfera artica ha raggiunto livelli pari a quelle delle medie latitudini. Queste polveri, depositandosi sulla superficie di neve e ghiaccio ne diminuiscono il potere riflettente e di conseguenza ne accelerano lo scioglimento. Tutti i paesi dell’emisfero settentrionale del pianeta devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni di polveridato che queste vengono poi trasportate verso i poli. Alcuni paesi lo stanno già facendo, ma quelli in via di sviluppo non vogliono porre limiti alle proprie economie “solo” per salvare l’Artico.

Nico Schiavone

INFO CARDSISSUE CARDS

Non abbiamo il diritto

Non abbiamo il diritto di degradare il pianeta che le future generazioni si troveranno ad abitare. Non abbiamo
neppure il diritto di provocare l’estinzione di altre specie.

Chi è più colpito?

Le regioni più benestanti del mondo
potrebbero riuscire a mantenere il
passo con i cambiamenti climatici,
adattandosi ad essi. I paesi in via di
sviluppo, invece, potrebbero non
essere in grado di far fronte
all’incremento di temperatura e alla
siccità.
Pensi che questo squilibrio stia già
influenzando la politica dei
cambiamenti climatici?

Imparare dai nostri sbagli

Molti Paesi in via di sviluppo hanno
grandi giacimenti inutilizzati di
carbone, il carburante fossile più
inquinante.
Dopo aver sfruttato pienamente le
nostre risorse carbonifere, possiamo
dire loro di non utilizzare le proprie?

La possibilità di una catastrofe

Anche se gli scienziati non
comprendono a pieno come
l’atmosfera condiziona la
temperatura, la minaccia del danno
che si potrebbe verificare può
costringerci ad intervenire?
Oppure dovremmo aspettare e
vedere cosa accadrà?

Il costo delle abitudini alimentari

Le emissioni di anidride carbonica
generate per produrre un pasto a
base di carne e verdure di
importazione sono di 8 volte superiori
a quelle determinate da un pasto
vegetariano costituito da prodotti
locali.
Come puoi cambiare le tue abitudini
per ridurre le emissioni?

Cosa lasceremo ai nostri figli?

Proprio come il fumo di oggi può
essere causa del cancro di domani,
così quel che facciamo ora al pianeta
avrà conseguenze sulle generazioni
future.
Abbiamo una responsabilità nei
confronti delle generazioni future?
Oppure dovremmo pensare che si
prenderanno loro cura di se stessi?

Spaventati fino all’apatia

“Preferisco non fare caso a quello
che i media mostrano sui
cambiamenti climatici. Le opinioni
contrastanti mi spaventano e mi
sopraffanno, e credo che gli effetti dei
cambiamenti climatici non saranno
avvertiti per decenni. Perciò non è un
mio problema”.
Pensi che questa sia un’opinione
diffusa?

Stile di vita sostenibile

Ci sono molti semplici modi per
adottare uno stile di vita sostenibile
attraverso determinati sistemi di
costruzione e l’uso intelligente
dell’energia.
Come mai non sono più numerose le
persone che provano a cambiare il
proprio impatto sul pianeta?

Io sono un’isola

“Io sono un’isola. Il modo in cui vivo
non determina effetti futuri sulle
persone, gli animali, le piante o il
pianeta. La Terra, le piante e gli
animali sono nostri e possiamo
utilizzarli come desideriamo.”
Pensi che questa sia un’opinione
diffusa?

Pensa ai figli

Voglio che i figli dei miei
nipoti si godano la bellezza del
pianeta e si sentano al sicuro e
protetti nelle sue condizioni
climatiche abituali, con terre coltivate
e provviste d’acqua. Proprio come ho
fatto io.”
I bisogni dei figli devono aver più
importanza di quelli dei genitori?

Forse stiamo meglio cosi

“Molti effetti del riscaldamento
globale mi sembrano piuttosto positivi
– notti più calde e temperatura estiva
più a lungo, più pioggia, una
maggiore produttività agricola. E’
come se ci stessimo incamminando
verso un pianeta più benigno.”

Benefici nascosti?

Uno studio ha dimostrato che il
riscaldamento globale procura un
impatto economico vantaggioso con
l’incremento di PIL ed effetti positivi
sull’agricoltura, le foreste e le attività
ricreative. Ma è così per tutti?

Il potere della tecnologia

Il primo ministro inglese Tony Blair ha detto "se ottimizziamo le nuove tecnologie, cresce la possibilita' di ridurre le emissioni del 60% e a un costo ragionevole". Di sicuro lo sviluppo tecnologico sopratutto in aree come quelle polari cosi' estreme per condizioni ambientali, puo' essere un aiuto notevole. Ma puo' bastare da solo a risolvere i problemi? Fino a che punto puo' ridurre i rischi ambientali?

La leva fiscale per incentivare comportamenti virtuosi

Il risparmio energetico e' di sicuro un banco di prova per l'efficacia di simili politiche. Alcune grandi compagnie hanno trovato il modo di trarre profitto dal risparmio energetico. Per esempio la DuPont dal 1990 ha risparmiato 2 miliardi di dollari di consumi energetici. Dovremmo ridurre le tasse a compagnie e industrie che adottano politiche volte a salvaguardare al massimo l'ambiente?

Usare il mercato

Potremmo creare un mercato di
emissioni per fissare un tetto limite
per chi emette carbonio, come le
centrali elettriche. Ogni centrale
avrebbe delle quote per emettere
carbonio e potrebbe comprare o
venderle a seconda della necessità,
per garantire una certa flessibilità nel
raggiungimento della riduzione di
carbonio.

Intrappolare il carbonio non è una panacea

La ricerca dovrebbe dare la priorità a
studi sull’efficienza energetica e sulle
risorse di energia alternativa invece
di continuare a utilizzare energia ed
emettere carbonio al ritmo attuale (e
cercare soluzioni che permettono di
intrappolare le emissioni prodotte).

Esigere veicoli più efficienti dal punto di vista energetico

I governi dei paesi europei
dovrebbero imporre che i nuovi
veicoli siano più efficienti (abbiano
minori consumi di carburante) perché
i trasporti sono responsabili di quasi
un terzo delle emissioni di anidride
carbonica.

Abbiamo problemi più importanti

La povertà, il terrorismo, il crimine in
crescita e altri problemi sono più
importanti dei cambiamenti climatici.

Affrontare la nostra dipendenza dal petrolio

Sebbene nei prossimi anni
continueremo a usare carburanti
fossili, non dovremmo aumentare le
perforazioni ed il consumo di petrolio
per soddisfare il nostro fabbisogno
energetico. Quanto più combustibile
bruciamo, tanto più contribuiamo ai
cambiamenti climatici. Dobbiamo
investire in tecnologie energetiche
più pulite.

Cambiare vita

“L’ultima speranza è che una
significativa soluzione alla crisi dei
cambiamenti climatici possa
rappresentare l’inizio di una più
ampia trasformazione delle nostre
vite, sia dal punto di vista economico,
che da quello sociale.”

Quando c’è la volontà...

Possiamo ancora fare qualcosa per
assicurarci un mondo vivibile.
“È cruciale essere consapevoli che
possiamo soddisfare le nostre
esigenze senza distruggere la sola
dimora che abbiamo – la Terra; se
solo abbiamo la volontà di farlo.”

L’impatto dell’uomo

“Siamo una componente
fondamentale del pianeta. Perfino
l’acqua che beviamo ha compiuto il
suo ciclo attraverso fiumi, mari,
nuvole, pioggia, animali, piante e
uomini.
Quello che facciamo al pianeta lo
facciamo a noi stessi.”

Estinzioni e riduzione della biodiversita'

Il fenomeno dell'estinzione e' assoluto e definitivo: non vi si puo' rimediare e non e' reversibile. L'estinzione di specie animali e vegetali ha come conseguenza l'impoverimento del nostro pianeta e la riduzione della biodiversita'. Per questo dovremmo preoccuparci dell'estinzione di tutti gli esseri viventi, dagli orsi polari fino ai piu' piccoli insetti? Oppure e' l'estinzione umana la nostra preoccupazione principale?

Viene prima il denaro o l’ambiente?

Vi è grande attenzione nel mondo sul
denaro e la crescita economica.
Pensi che i cambiamenti climatici
debbano determinare un impatto
economico più evidente prima che si desti
l’interesse politico?

Sviluppo sostenibile

Dal punto di vista economico i cambiamenti climatici aprono tantissime "opportrunita'" di accedere piu' facilmente alle risorse dell'Artico e rendere possibile il loro sfruttamento. Le attivita' economiche e la popolazione in Artico sono destinate inevitabilmente ad aumentare molto rapidamente. Come conciliare tale imponente sviluppo con un ecosistema cosi' delicato? Come evitare che lo sviluppo economico diventi catastrofico per l'Artico?

Aumento del trasporto marittimo

La riduzione della banchisa polare per lunghi periodi dell'anno ha per la prima volta, nella storia dell'uomo, aperto rotte di comunicazione tra Europa e America molto piu' corte e molto piu' vantaggiose di quelle passate. Il traffico marittimo aumentera' grandemente nei prossimi anni, con rischi altissimi di impatto sugli ecosistemi marini e sull'atmosfera. Quale regolamentazione adottare per ridurli al minimo?

Aumento dell'attivita' estrattiva, mineraria e petrolifera

Le regioni polari sono le ultime grandi riserve di materie prime del nostro pianeta, mai sfruttate per via delle condizioni climatiche estreme. Il cambiamento climatico permettera' di accedervi. Ma tutte queste attivita' sono altamente impattanti sull'ambiente. Quale strategia andrebbe promossa per proteggere l'ecosistema artico e le popolazioni indigene?

Infrastrutture in Artico e cambiamento climatico

Le infrastrutture esistenti sono molto scarse e l'aumentare dei periodi di disgelo rende le condizioni di lavoro piu' semplici, ma ostacola le comunicazioni. Occorrera', via via che il cambiamento ambientale avanza, adeguare le infrastrutture, per sostenere l'attuale sistema di vita, ma sopratutto le future attivita' economiche. Con la conseguenza di dover operare in fretta su un territorio e un sistema delicato.

Si rischia una guerra per le risorse artiche?

L'Artico fino a pochi anni fa' ha goduto di una relativa disattenzione da parte della geopolitica. L'interesse di essi e' terminato con la fine della guerra fredda. Adesso questo disgelo climatico, al contrario del ‘disgelo diplomatico’ tra USA e Russia, sta rapidamente facendo innalzare la ‘temperatura politica’ dell'Artico. Tutti guardano alle risorse e alle ricchezze e tutti sono pronti a lanciare una nuova corsa "all'oro".

Che relazione c’è tra combustibili fossili e anidride carbonica?

La quantità di anidride carbonica nell’atmosfera è direttamente influenzata dall’attività umana. Usando combustibili fossili (carbone, petrolio, benzina e gasolio) aumentiamo il livello di anidride carbonica nell’aria. Circa l’87% dell’energia mondiale proviene dai combustibili fossili.

Cosa ci rivelano i ghiacci polari circa i livelli di anidride carbonica?

Il ghiaccio che si trova sotto la superficie in Antartide mostra quantità fluttuanti ma stabili di anidride carbonica fino all’avvento della rivoluzione industriale (1800). Da lì in poi la quantità di anidride carbonica è aumentata sensibilmente.

Lo scioglimento del suolo ghiacciato (permafrost) influenza i livelli di anidride carbonica?

Lo scioglimento del permafrost, cioè il suolo perennemente ghiacciato presente nelle zone polari, libera nell’atmosfera il carbonio immagazzinato sotto forma di metano. Secondo alcune stime, molto prudenti, negli ultimi 30 anni nella regione di Abisko (nord della Svezia) l'aumento della concentrazione di metano sarebbe oltre il 20% a causa appunto dello scioglimento del permafrost!

Registrando temperature record

Le temperature dell'Artico sono aumentate di oltre 2°C negli ultimi 30 anni, il doppio che nel resto del mondo, e in alcune aree sono più alte di addirittura 4°C. All'altro capo del mondo, nella penisola antartica, la temperatura e' salita di 2.5°C negli ultimi 50 anni.

Le conseguenze in Europa

Se, da una parte, gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza degli abitanti della zona artica europea sono messi in serio pericolo da condizioni climatiche estreme, dall’altra, invece, il ritiro dei ghiacci marini potrebbe costituire una svolta per il trasporto marittimo, l’attività mineraria, l’estrazione di fonti energetiche e la pesca.

...e gli esperti che dicono?

Georg Bauer, esperto del CNR-ISMAR studia i possibili effetti dei cambiamenti climatici sulle coste. Secondo la sua analisi, le nazioni insulari minacciate dall’innalzamento del livello del mare di questo secolo potrebbero subire disastrose conseguenze, fino addirittura a dover evacuare le isole stesse.

Progressiva erosione delle coste artiche

Secondo il rapporto "Stato delle Coste Artiche 2010", redatto da un consorzio che riunisce più di 30 scienziati di dieci paesi, le coste dell'Artico si stanno ritirando alla media di 0,5 m/a a causa di un progressivo aumento dell'erosione.

Il cambiamento climatico polare può causare alluvioni più intense alle latitudini più basse?

Lo spessore dei ghiacci è passato dai 3 metri dei primi anni '90 a circa 1,5 metri di oggi. La variazione dei ghiacci provoca un maggior assorbimento della radiazione solare e quindi un riscaldamento in grado di mutare la circolazione. Una alterazione delle correnti è capace di modificare i meccanismi atmosferici su vasta scala influenzando le latitudini inferiori dell'Europa e degli Stati Uniti.

In che modo le infrastrutture possono essere influenzate dal cambiamento climatico?

Il terreno artico è, in genere, più accessibile durante l’inverno, quando la tundra è congelata. In estate, quando lo strato superiore del permafrost si scioglie e il terreno è paludoso, il trasporto di cibo e di altre materie prime via terra può essere difficile. Le vie di trasporto terrestri sono quindi a rischio di essere colpite da modificazioni del clima.

Il riscaldamento delle aree polari puo' creare problemi di approvvigionamento di cibo ?

La catena alimentare delle popolazioni Inuit e' molto delicata in quanto basata sulla caccia di poche specie animali e di pochi pesci. A causa delle condizioni climatiche, sono la primavera e le estati a rappresentare il momento in cui il cibo viene procacciato e conservato per l'inverno. Queste pratiche sono fortemente influenzate dalle condizioni ambientali, del suolo, e dai flussi migratori delle specie da catturare.

Le piante migrano

Gli scienziati sostengono che le piante possono essere viaggiatori molto più efficienti di noi umani. Un team di ricercatori norvegesi ha trovato diverse regioni nell'arcipelago delle Svalbard colonizzate numerose volte nel corso degli ultimi 20.000 anni. In alcuni casi, i semi hanno viaggiato per migliaia di chilometri sopra l'oceano, trasportati dal vento o sul ghiaccio alla deriva, per stabilire una nuova colonia.

I cambiamenti climatici già colpiscono molte specie animali

Se erbe, muschi e licheni non vivono più nelle stesse zone a causa dei cambiamenti climatici, questo avrà implicazioni per gli animali che si nutrono di essi, e sui predatori o le comunità umane che dipendono da questi animali. In zone innevate, congelamento e scongelamento ripetuti possono portare alla formazione di una spessa crosta di ghiaccio impedendo agli animali di mangiare erbe e muschi.

Gli orsi polari verso l’estinzione?

Gli orsi polari cacciano le foche ai bordi della banchisa polare. Dal momento che la banchisa si riduce e si frantuma in isole, gli orsi polari rimangono intrappolati sui frammenti isolati lontani chilometri dalla banchisa. Il peso medio degli orsi è calato del 25% negli ultimi 20 anni e molti sono morti di inedia (fame).

Migratori senza meta

La migrazione estiva delle balene grigie, dal Golfo del Messico verso l’Artico, è una delle più lunghe al mondo, e va avanti da migliaia di anni. Con l’innalzarsi delle temperature le balene grigie e altri abitanti dell'Artico come il tricheco, l'orso polare e la volpe artica, si muovono in un mondo sconosciuto. Il loro habitat e l'approvvigionamento alimentare si stanno spostando, a causa di acque più calde e della riduzione del ghiaccio marino.

La Groenlandia sarà molto colpita a causa del riscaldamento globale

Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale sono temi particolarmente rilevanti in relazione alla Groenlandia, visto che lo strato di ghiaccio è spesso menzionato in connessione con le discussioni sulla temperatura globale. L’acqua dolce congelata è conservata sotto forma di milioni di metri cubi di ghiaccio in Groenlandia, e il paese contiene il 10% del totale delle riserve mondiali di acqua dolce.

Il costo in carbonio di un viaggio aereo

Un volo da Oslo a Tromsoe, due città geograficamente vicine al circolo polare artico, produce circa 120 Kg di anidride carbonica per passeggero.

Le scelte sullo stile di vita possono contribuire in positivo

Come individui, possiamo scegliere di ridurre il nostro contributo di carbonio. Con un termostato è possibile ridurre l’energia usata per il riscaldamento e il condizionamento, e abbassare così la quantità di anidride carbonica prodotta. Anche se emessa lontana dai poli, la circolazione globale trasporta questo gas e lo distribuisce su tutto il globo!

Sostituendo le lampadine

Sostituendo le lampade classiche ad incandescenza con le più efficienti lampade fluorescenti compatte, si risparmia energia e si riducono le emissioni di carbonio. Se in ogni casa italiana si sostituissero le lampade ad incandescenza con le lampade a risparmio energetico, ogni anno si eviterebbe di emettere in atmosfera circa 6.000.000 di tonnellate di anidride carbonica.

Il 50% dell’elettricità in Europa proviene da gas e carbone

Le centrali che usano il gas e il carbone per produrre elettricità sono la fonte maggiore di anidride carbonica, circa 1/3 delle emissioni totali europee.

Cosa sono le “emissioni zero” (carbon neutral)?

Il calcolo della propria “carbon footprint” (impronta di carbonio) viene utilizzato per far accrescere la consapevolezza sulle attività che contribuiscono ad aumentare la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Dopo aver ridotto la propria carbon footprint, si può produrre o acquistare un bonus di carbonio (carbon offset) piantando alberi, pagando per avere energia eolica o da altre fonti alternative.

Ogni cambiamento nel clima avrà un impatto globale

Le attività umane e le risorse che saranno influenzate comprendono: l’agricoltura, le risorse idriche, l’industria del legno, la pesca, i trasporti, le assicurazioni, il turismo, le azioni umanitarie e la salute pubblica (a causa delle malattie infettive).

1 trilione di dollari l’anno

È il costo dei cambiamento climatici stimato attualmente (in termini di catastrofi naturali e perdita di vite umane) secondo il rapporto A Guide to the Cold Calculus of A Hot Planet (2012), commissionato da 20 governi mondiali.

La destabilizzazione del clima come risultato del riscaldamento globale

“Il riscaldamento globale è un fattore destabilizzante che renderà probabile un improvviso cambiamento del clima” affermano gli esperti del Woods Hole Oceanographic Institute. Il sistema di circolazione oceanica che porta il calore in tutto il pianeta potrebbe interrompersi, in modo da rendere alcune regioni più fredde e altre più calde.

La lezione della “Piccola Età Glaciale”

Nel periodo della Piccola Età Glaciale, dal 1550 al 1850, gli abitanti di Londra pattinavano sul Tamigi e nevicava a Sydney, in Australia. La Piccola Età Glaciale è stata segnata da grandi carestie, fame, malattie e grandi migrazioni di massa. Con l’attuale popolazione mondiale, simili cambiamenti improvvisi della temperatura avrebbero effetti disastrosi.

I poli sempre “più caldi”

Il ghiaccio ai poli, così come le superfici innevate in genere, è bianco e riflette la luce solare (il cosiddetto 'effetto albedo'). Il suo scioglimento favorisce l’assorbimento di ulteriore calore da parte della Terra.

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