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Sviluppo locale e ruolo agricoltura

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In provincia di Trento il settore agricolo ha saputo specializzarsi per competere nel mercato ormai globalizzato mantenendo un tessuto produttivo fatto di tante piccole aziende famigliari che generano ricchezza nelle valli e insieme al turismo, contrastano lo spopolamento.

Author / translator Romina Menapace

In provincia di Trento il settore agricolo ha saputo specializzarsi per competere nel mercato ormai globalizzato mantenendo un tessuto produttivo fatto di tante piccole aziende famigliari che generano ricchezza nelle valli e insieme al turismo, contrastano lo spopolamento. L’attività agricola però ha un impatto ambientale, e la convivenza nelle aree rurali dove ormai gli agricoltori sono una minoranza, talvolta ha risvolti problematici.

Created 23 September 2019
Last edited 27 November 2019
Topics Economy, Food, Sustainability

Policy positions

Policy position 1

Le forme, i luoghi e i temi in cui l’autonomia delle comunità si è manifestata fino ad oggi hanno necessità di evolvere: il contesto storico ed economico cambia, ciò che rimane è la capacità delle comunità di essere resilienti, di riuscire a trovare delle risposte originali e innovative nel contesto europeo e globale.
Il modello di piccoli produttori, associati in cooperative a loro volta associate in consorzi è da ripensare.

Policy position 2

La comunicazione dei risultati della ricerca ai portatori di interesse e ai cittadini devono essere orientati a comprendere, stimolare ed elevare il tenore partecipativo verso l’innovazione, favorendo stabilirsi di un rapporto di fiducia tra mondo della ricerca e pubblico. La scarsa accettabilità dell’innovazione ha ripercussioni sulla competitività delle aziende.

Policy position 3

Va ridotta la specializzazione agricola, aumentando la promiscuità delle coltivazioni, e l'incremento della biodiversità delle colture, la salvaguardia delle aree boscate di pregio in modo che la ricchezza prodotta dall’agricoltura sia legata alla gestione di beni per il turismo (paesaggio, tradizioni, prodotti tipici). Quanto più "multifunzionale" sarà l'agricoltura tanto più l'amministrazione pubblica dovrà trovare forme di incentivi economici

Policy position 4

Il modello di sviluppo locale del Trentino, basato su piccole aziende che cooperano e collaborano in modo sistemico e organizzato è ciò che ha permesso di passare da una situazione di svantaggio competitivo ad essere un territorio tra i più ricchi d’Europa. Non c’è sufficiente consapevolezza e per questo è importante favorire forme di partecipazione e comunicazione in modo che questo capitale sociale sia tutelato e giustamente valorizzato.

Story cards

Pieve Tesino, 3 aprile 1881 – Borgo Valsugana, 19 agosto 1954.
Nato in Trentino, nell'Impero austro-ungarico, fu membro della Camera dei Deputati Austriaca , poi esponente del Partito Popolare Italiano e fondatore della Democrazia Cristiana. Fu l'ultimo presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia e il primo della Repubblica Italiana.
Reputato uno dei padri della Repubblica Italiana, è considerato uno dei padri fondatori dell'Unione europea.

Il 5 settembre 1946 a Parigi a margine dei lavori della Conferenza di pace, firmò l'accordo che sancisce l'esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo per la regione Trentino Alto Adige.
"Le autonomia si salveranno, matureranno, resisteranno, solo ad una condizione: che dimostrino di essere migliori della burocrazia statale, migliori soprattutto per quanto riguarda le spese".
La capacità di autogoverno dipende dunque non dalla forza dello statuto, ma dal patrimonio del saper essere e saper fare, che fa la differenza nei processi di crescita e chiamiamo cultura collettiva.

Alcide De Gasperi

Trentingrana CONCAST (Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini) è una Società Cooperativa Agricola: è un Consorzio di secondo grado che riunisce i 17 Caseifici Cooperativi della Provincia Autonoma di Trento, che a loro volta associano circa 750 Allevatori produttori di latte locali.
Il Trentingrana, ormai una tradizione, negli anni ’30 era un’innovazione.
Le prime forme di formaggio Grana del Trentino sono state prodotte nel 1925 presso il caseificio sociale di Rumo, in Val di Non, ad opera di Michele Marchesi, originario del paese, ma trasferitosi per lavoro a Mirandola nel mantovano, dove sposò una donna del posto.
Negli anni '60 i primi due nuovi caseifici specializzati a grana, sulla base dei dettami tecnici “copiati” dalle strutture avanzate della pianura. I casari trentini abituati a produrre i nostrani e altri formaggi a pasta molle, si trovarono spesso spiazzati e un po’ alla volta sostituiti dai casari specializzati nella produzione del formaggio grana, adottando una tecnica del tutto identica a quella usata per produrre il Parmigiano Reggiano.
CARTA STORIE 6,8

Trentingrana CONCAST (Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini)

Il controllo biologico della mosca mediterranea (SIT-Fruit Fly) è un metodo di controllo delle nascite degli insetti, che prevede il rilascio nell’ambiente di maschi sterilizzati (SIT) della specie bersaglio con lo scopo di ridurre la fertilità della popolazione naturale di quella specie. Questi progetti pluriennali hanno dimostrato come sia possibile ottenere una produzione esente da danni, integrando la tecnica dell’insetto sterile con un costante monitoraggio delle popolazioni del fitofago, modulando i rilasci di maschi sterili in base alle condizioni fenologiche rilevate e procedendo con una scrupolosa eliminazione alla raccolta dei frutti attaccati. Essendo C. capitata ancora in una fase d’incipiente invasione, in un territorio sostanzialmente delimitato, la realtà trentina si presta particolarmente bene a valutare l’efficacia di SIT. Il progetto si propone di dimostrare la fattibilità operativa, la sostenibilità economica e l’efficacia tecnica del contenimento di C. capitata mediante SIT, in due aree pilota di circa 10 ettari ciascuna, con rilasci programmati .
CARTA PROBLEMI 9

Contenimento della mosca con metodi biotecnologici - il progetto SIT

Melinda esiste per massimizzare il profitto dei nostri soci in modo sostenibile e coerente con il nostro mercato di appartenenza promuovendo la qualità dei prodotti e l'innovazione dei relativi processi nel rispetto della Sicurezza e Salubrità Alimentare, della salute e della Sicurezza dei Lavoratori e dell'Ambiente in cui produciamo, creando sempre più vantaggi reali per:
- i consumatori dei nostri prodotti
- i nostri clienti
- i nostri patners
- i nostri collaboratori
- la società in cui operiamo.

Dallo Statuto del Consorzio, si legge:
ART. 2 -“Il Consorzio non ha fini di lucro, ma intende far partecipare i propri soci ai benefici della mutualità, applicandone i metodi ed ispirandosi, nella sua attività, ai principi della libera e spontanea cooperazione, alla cui diffusione ed affermazione è impegnato."

La mission di Melinda: perchè esiste ???

è un Consorzio che riunisce dieci Cantine, dalle quali seleziona e riceve in conferimento i vini ottenuti dalle uve prodotte da oltre 4.500 Viticoltori distribuiti nel territorio della provincia di Trento, seguendo le indicazioni del
team agronomico e degli enologi di Cavit.
PICA è un progetto CAVIT, che integra automaticamente i dati provenienti dai software di gestione delle diverse cantine, consentendo ai tecnici di tutte le cantine sociali la gestione cartografica avanzata dei dati vitivinicoli (caratteristiche pedomorfologiche, dati delle piante, conferimenti) e la consultazione dei modelli previsionali, messi a disposizione da una rete di ricerca teorica ed applicata d'eccellenza come quella trentina (Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler)
CARTA DELLE STORIE N. 2

CAVIT e il progetto PICA - agricoltura di precisione

Costituita nel 1988, si occupa della lavorazione, confezionamento e della conservazione del prodotto finito.
Il fatturato complessivo (cooperativa e consorzio) è di oltre 15 milioni.
Il tutto è realizzato da una cinquantina di imprese ittiche con 70 impianti che sviluppano una produzione lorda vendibile di oltre 30 milioni dando lavoro ad un numero significativo di persone, ben 470, collocate sopra tutto nelle zone di montagna dove risulta più difficile creare posti di lavoro.

CARTA DELLE STORIE N. 7

Astro: la cooperativa dei troticoltori trentini

La scarsa indole aggregativa «sicula» ha bisogno di un concreto incoraggiamento dall’alto.
A oltre dieci anni dall’emanazione del decreto regionale di riconoscimento dei Distretti, la Regione Siciliana non ha risposto alle pressanti richieste di accesso di questo organismo ai fondi comunitari.

Sarebbe estremamente utile agli agrumi, così come alle altre produzioni di eccellenza, avere un’unica strategia condivisa dalla base e sostenuta a livello regionale.
Il Distretto non deve essere un’oasi di pace perché non è un’utopia, ma un luogo di concertazione tra gente disposta a mettere in pratica quello che nei contesti pubblici generalmente sostiene, «fare sistema per andare avanti».
CARTA DELLE STORIE 1

Agrumi di Sicilia: un Distretto per uscire dalla crisi

INFO CARDSISSUE CARDS

C’È CHI MANGIA TROPPO E CHI TROPPO POCO

Più di ottocento milioni di abitanti del Pianeta soffrono la fame. Più di un miliardo e mezzo di persone, invece, è obeso o in sovrappeso: lo è un italiano su due. La povertà impedisce a molti di nutrirsi.
Si stima che lo spreco di cibo sia del 30%.
CARTA PROBLEMI 5 -6

Disparità regionali, male d’Italia o d’Europa?

I divari territoriali non solo un problema solo italiano, ma a differenza dei principali partner europei l’Italia presenta una maggiore disuguaglianza all’interno delle aree più deboli del Paese. Alcune aree hanno notevoli difficoltà nell’adattarsi al cambiamento tecnologico e alla globalizzazione. Cosa rende una comunità resiliente (capace di raccogliere le sfide e di trovare soluzioni)?
CARTA DEI PROBLEMI 7 E 12

Il sud Italia: molte risorse, poca ricchezza

La differenza di reddito fra le regioni italiane era assai minore all’Unità. È cresciuta molto con i processi di industrializzazione concentrati nel ‘Triangolo industriale’ e poi diffusi verso il nord-est e il centro. Le regioni del sud dispongono di un patrimonio di risorse umane, ambientali e culturali, poco o male utilizzate.
Il nostro modello organizzativo riuscirà a reggere nel futuro?
CARTA DEI PROBLEMI 7, 11, 12

Aumenta il reddito, cambiano i bisogni

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello basato su una “gerarchia di bisogni”, cioè una serie di “bisogni” disposti gerarchicamente.
I bisogni di AUTOREALIZZAZIONE sono connessi alla realizzare la propria identità in base ad aspettative e potenzialità, occupare un ruolo sociale, ecc. In che modo il settore agricolo può contribuire a soddisfare i bisogni più evoluti?

Lo sviluppo sostenibile

Lo sviluppo è sostenibile quando lo è nelle dimensioni economia, ambientale e sociale. Elaborare politiche che riducano l'impatto ambientale è importante; tali misure devono contribuire positivamente a generare reddito e lavoro e garantire condizioni di benessere umano. Se in un territorio non si creano occasioni di lavoro, questo è destinato a spopolarsi. Un territorio abbandonato è difficile da gestire soprattutto ambientalmente.
CARTA PROB. 4

Percezione e realtà

Pur essendo l'era dell'informazione, non è mai stato cosi difficile comunicare: spesso esiste una narrazione dei fatti che, partendo da dati reali, attraverso un non detto e facendo leva sulle paure delle persone, contribuisce a creare un'immagine e un percepito molto diversa da quanto in realtà sia.
CARTA STORIE 4, PROBLEMI 3, 10

Ruralità e agricoltura: una volta coincidevano oggi non più

Il territorio rurale, fino agli anni '80 era un territorio agricolo: ogni famiglia che viveva nei diversi paesi delle valli aveva a che fare più o meno direttamente con l'agricoltura. Oggi non più. Gli occupati in agricoltura delle valli più specializzate sono il 6%. I paesi sono immersi nelle aree agricole, e gli abitanti non hanno più un contatto diretto con l'agricoltura, creando dei problemi di convivenza.

Chi paga il paesaggio?

L'agricoltura, avendo luogo nel territorio aperto, non produce solo cibo ma è responsabile del paesaggio, della vivibilità di un luogo e del portare avanti tradizioni e la cultura locale. Rappresenta anche il primo anello della filiera del turismo. Tutti vogliamo un'ambiente più bello, più vivibile: è giusto che il costo di tutto questo sia a carico degli agricoltori?

Biologico e Integrato in contrapposizione: perchè?

Nella narrazione odierna, il sistema di produzione biologico è percepito come migliore perchè più naturale e messo in contrapposizione con l'integrato, indipendentemente dal reale impatto ambiente e qualità salutistiche, che variano di situazione in situazione. La contrapposizione tra i metodi di produzione (buono/cattivo) che a volte diventa "tifoseria" non aiuta a trovare le soluzioni migliori nei diversi contesti.
CARTA PROBLEMI 1, 6

L'innovazione e la difficoltà di comprendere

Come cittadini siamo spesso spaventati dalle innovazioni. Non mangiamo ciò che non conosciamo perchè abbiamo paura che ci possa fare male. E' un meccanismo di difesa, del tutto naturale, che ha permesso alla specie umana di sopravvivere. A volte genera comportamenti irrazionali: abbiamo paura dei possibili residui di fitofarmaci, ma consideriamo innocue le micotossine liberate da funghi che hanno parassitizzato il cibo, perche naturali.

Pensare locale per agire globale

Ognuno di noi è chiamato a contribuire per trovare soluzioni ai problemi del nostro territorio. La democrazia rappresentativa è un sistema che ritroviamo anche nella cooperazione (aziende vs cooperative vs consorzi). Manca probabilmente una formula che permetta a giovani agricoltori e non, a meno giovani, di confrontarsi veramente, capire le ragioni, e costruire insieme delle soluzioni condivise.
CARTA STORIE 5, PROBLEMI 8

La cooperazione: la conosciamo?

In ogni luogo del mondo, per lo meno negli ultimi due secoli di storia, si è assistito al sorgere di imprese a proprietà collettiva, le cooperative. In Trentino il radicamento esteso sul territorio e la presenza in quasi tutti i settori economici di attività, con punte di eccellenza a livello nazionale, fanno del Trentino un vero e proprio “distretto cooperativo” . C'è sufficiente consapevolezza di questo?
CARTA DELLE STORIE 2,7,8

Ricchezza prodotta dall'agricoltura trentina

Il Prodotto Interno Lordo (PIL-ricchezza prodotta) dal settore agricolo in Trentino è il 3.5% del totale.
Le imprese agricole, sul totale in Trentino sono il 24%.
Gli addetti nel settore agricolo, sul totale degli occupati sono il 6%
CARTA DEI DATI 8 E 11

La specializzazione agricola e l'impatto ambientale

La specializzazione produttiva può permettere un risparmio nell’uso energetico (e quindi di CO2
emessa nell’ambiente), in quanto gestire grandi volumi in modo razionale
permette di spalmare i “costi” fissi su una quantità maggiore di prodotto.
In frutticoltura un terzo delle emissioni di CO2 totali, avvengono nella fase distribuzione.
CARTA DEI DATI 9

Varietà resistenti e miglioramento genetico

Negli ultimi anni, grazie al miglioramento genetico, sono state messi a dimora dei frutteti / vigneti con varietà resistenti ai principali agenti di danno fungini.
Questo, indipendentemente dai metodi di coltivazione utilizzati (biologico e integrato) permette una drastica riduzione dei trattamenti fitosanitari
CARTA DEI DATI 6

I risultati dei controlli sulla Produzione Integrata

La frutta Trentina è controllata in modo molto serio: in 14 anni sono stati mandati in laboratorio circa 13.769 campioni campioni di frutta per verificare i residui, ed è emerso che le Non Conformità sono state lo 0.57%. La frequenza dei controlli è 9 volte maggiore rispetto a quanto richiesto dalle certificazioni.
CARTA DEI DATI 7

L'impatto ambientale e le rese produttive

E' evidente che per sfamare il pianeta, dato che la superficie a disposizione non può aumentare, è necessario avere rese produttive alte e questo significa utilizzare mezzi tecnici come i fertilizzanti e gli agro farmaci. Se coltivassimo con le stesse tecnologie degli anni '60 per ottenere la quantità di cibo che necessitiamo, avremmo bisogno del del 250% di superficie agricola in più rispetto a quella che abbiamo.
CARTA DEI DATI 3 e 5

Evoluzione demografica e distribuzione in base al reddito

Dal 1800 ad oggi la popolazione mondiale è passata da 1 miliardo di persone ad 7,6 miliardi. Coloro che vivono in condizioni di miseria assoluta (meno di 1,8 $ al giorno) ad inizio '800 erano 800.000 ed è lo stesso numero di poveri di oggi.
L'agricoltura deve produrre cibo sufficiente a sfamare il pianeta.

Cibo, altezza e vita in Italia

Dal 1861 al 2011 in Italia l'aspettativa di vita è aumentata di 48.5 anni, l'altezza media delle persone di 15 cm e consumiamo 133 kg di cibo in più all'anno. Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità di cibo sano e nutriente possibile grazie alla chimica, il miglioramento genetico e la meccanizzazione in agricoltura.
CARTA DEI DATI 1 CARTA DEI PROBLEMI 5

Consumo di prodotto Trentino e incidenza sul modello di business

I settori produttivi agricoli in trentino sono molto diversi, e non si può pensare ad un unico modello che possa andare bene in ogni valle e per ciascuna filiera.
Pertanto un modello che preveda la valorizzazione delle vendite a “km 0”, il consumo di prodotti trentini da parte dei trentini è sicuramente valido per il settore lattiero caseario molto meno per il settore frutti- viticolo.
CARTA DEI DATI 2

Il consumo di acqua - Il settore agricolo utilizza molta acqua

Nelle coltivazioni, il passaggio dal metodo irriguo soprachioma alla microirrigazione a goccia, ha permesso un risparmio del 30% di acqua.
E’ pur vero che l’acqua utilizzata torna nelle falde acquifere e quindi non“sparisce”.
Infatti, l’obiettivo finale non è la limitazione del consumo, ma il mantenimento del Deflusso Minimo Vitale nei corsi d’acqua per favorire la vita e il mantenimento dello stato ecologico complessivo.
CARTA DEI DATI 10

Non ci sono significative differenze sull'incidenza dei Tumori nelle diverse valli Trentine

Dai dati del Registro dei tumori in provincia di Trento, emerge come non ci siano significative differenze tra l'incidenza dei diversi tumori nelle valli. Pur essendo accertato che l'esposizione a determinate molecole usate come agrofarmaci possano causare tumori e malformazioni nei feti, è accertato che le dosi e le modalità di utilizzo in Trentino sono ampiamente sicure per la salute dei produttori e dei cittadini.
CARTE: DATI 12-STORIE 1

Utilizzo di fertilizzanti e di agrofarmaci dagli anni '60 ad oggi

L'incremento delle rese produttive è stato possibile grazie all'utilizzo di agrofarmaci e fertilizzanti. L'utilizzo di questi prodotti ha un impatto ambientale e deve essere valutata l'opportunità d'uso, le modalità e le dosi in modo da rendere questo impatto sostenibile.
CARTE DEI DATI 3-4-5

Biodiversità e specializzazione agricola

Il contesto agricolo, rispetto a quello naturale (es un bosco) è semplificato e ha un tasso di biodiversità ridotto. Tale biodiversità non è solo da attribuire alle piante coltivate ma alle popolazioni microbiche del suolo. In pochi grammi di terreno vivono miliardi di organismi che rendono il terreno fertile e contribuiscono al sequestro della CO2: ogni azione va valutata per l'impatto che può avere sui cambiamenti climatici.
CARTA PROB 1-3

Superfici “risparmiate” co
La produzione integrata: principi e primi disciplinati in trentino

In California, nel 1959, 4 entomologi (Stern, Bosch, Smith e Hagen’s) hanno posto le basi della produzione integrata, introducendo il concetto che ogni intervento deve essere valutato per gli effetti che può avere sulla complessa biodiversità dell’ambiente in cui si opera.
La produzione integrata stata introdotta in provincia di Trento nel 1989.
CARTE: PROB 1 -2 -6 STORIE 3

Evoluzione del profilo tossicologico dei fitofarmaci utilizzati in California in viticoltura

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