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UOMINI, ORSI E LUPI: grandi carnivori sulle Alpi

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Secoli di persecuzioni hanno portato all’estinzione locale i grandi predatori come lince, lupo e orso. Negli ultimi 20 anni si sta assistendo ad un loro ritorno stabile sull’arco alpino; un ritorno a volte naturale e spontaneo, a volte frutto di progetti di reintroduzione.
Tra questi carnivori, due in particolare sono motivo di accese discussioni: l’orso e il lupo.

Author / translator Carlo Maiolini

Secoli di persecuzioni hanno portato all’estinzione locale i grandi predatori come lince, lupo e orso. Negli ultimi 20 anni si sta assistendo ad un loro ritorno stabile sull’arco alpino; un ritorno a volte naturale e spontaneo, a volte frutto di progetti di reintroduzione. Tra questi carnivori, due in particolare sono motivo di accese discussioni: l’orso e il lupo. La loro presenza non ha mai lasciato l’uomo indifferente e la loro sorte ha seguito i cambiamenti sociali e culturali che si sono avvicendati nei secoli. Considerati agli albori come animali totemici e magici, predatori da rispettare e da cui imparare, sono stati demonizzati nei secoli bui del Medioevo, fino a diventare rivali diretti dell’uomo nell’economia agricola e pastorale delle popolazioni di montagna. Cacciati fino alla loro (quasi) completa estinzione, orso e lupo hanno comunque lasciato all’uomo due importanti e bizzarre eredità: l’orso si è trasformato in tenero peluche per rendere più tranquille le notti dei cuccioli d’uomo; il lupo in fidato compagno per molteplici attività umane, dal soccorso al duro lavoro in montagna, fino alle coccole sul divano… il cane. Oggi chi abita sulle Alpi si trova a scontrarsi con opinioni divergenti sul significato e sulle conseguenze del ritorno di questi grandi carnivori. E’ sempre più evidente che il destino dei grandi carnivori sulle Alpi dipenderà da cosa le persone decideranno di fare per gestirne la presenza!

Aims of the game

UOMINI, ORSI E LUPI è un kit PlayDecide per discutere del ritorno dei grandi carnivori sulle Alpi, un argomento attuale e oggetto di un acceso dibattito. Gli esperti sono concordi che il ruolo dell'opinione pubblica sarà sempre più cruciale nel sancire il futuro dei grandi carnivori sulle Alpi (e in tutta Europa). Oggi tocca a voi esprimere il vostro parere! Kit realizzato dal MUSE - Museo delle Scienze, nell'ambito dei progetti LIFE WOLFALPS (LIFE12 NAT/IT/000807) e LIFE DINALP BEAR (LIFE13 NAT/SL/000550)

Created 13 November 2015
Last edited 7 August 2018
Topics Environment, Sustainability

Policy positions

Policy position 1

Le Alpi sono un territorio montano troppo antropizzato, dove la presenza di grandi carnivori non è compatibile con quella umana. Lupi e orsi attualmente presenti devono essere spostati in luoghi meno antropizzati.

Policy position 2

La libera convivenza tra uomini, orsi e lupi sul territorio alpino non è sostenibile. Questi animali, di cui si riconosce il valore in termini di biodiversità e potenzialità turistiche, possono vivere solo in apposite riserve, rigidamente controllate in cui è possibile il controllo totale delle due specie anche attraverso abbattimenti pianificati.

Policy position 3

Si deve tutelare la presenza e la natura selvatica di orso e lupo sulle Alpi, ma vanno tutelate anche le attività umane, come l’allevamento, l’agricoltura e il turismo. Eventuali esemplari problematici devono essere gestiti con azioni che prevedono la riduzione in cattività o come ultima istanza l’abbattimento.

Policy position 4

Orso e lupo abitano le Alpi da molto prima di noi: hanno il diritto di utilizzare il territorio secondo il loro istinto. L’uomo può tentare di prevenire gli effetti spiacevoli della loro presenza, ma non può limitare la loro vita con controlli, prelievi e abbattimenti.

Story cards

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Sono diventato sindaco di questo paese di montagna facendo delle promesse ai miei elettori: tutelare i loro interessi. Qui nell’altopiano viviamo di pastorizia, agricoltura biologica e turismo.
Ma da quando sono arrivati i lupi, 3 anni fa, la situazione è rapidamente cambiata. Il branco è aumentato in pochi anni e ha cominciato a razziare il bestiame domestico e a destare preoccupazioni nei turisti, che hanno cancellato molte prenotazioni per l’anno prossimo.
Il lupo è un predatore e per chi vive in città non è facile capire la situazione venutasi a creare con la ricomparsa del lupo. Come primo cittadino devo dare maggiori garanzie di sicurezza ai miei concittadini e difendere i loro interessi anche economici. E questo potrebbe voler dire rimuovere tutti i lupi presenti sul mio territorio, spostandoli in aree più idonee e controllate.

Giacomo Bianchi, sindaco
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La mia famiglia vive in questo paesino da sempre. Come molti di noi, veri abitanti della montagna, appena posso vado nei miei boschi a passeggiare. La passione per i funghi me l’ha tramandata mio nonno. Mi ha insegnato come riconoscerli e quali sono le zone migliori per trovarli. Ho le mie zone segrete, che nessuno conosce. E faccio sempre un bel bottino, tanto che spesso rifornisco anche i ristoranti di due amici. Funghi nostrani, mica coltivati o esteri…
Da quando è arrivato l’orso non è più la stessa cosa. Sull'orso siamo tutti contrari. Sono diventati troppi e sono pericolosi per chi va a funghi, ma anche per la donna che va su sul suo maso. La soluzione? Riportarli da dove sono venuti, altrimenti saranno le nostre tradizioni a morire. La mia domanda è: dobbiamo essere noi ad andar via dai nostri monti, sempre tenuti bene, o l'orso?

Giovanni Longhi, fungaiolo
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Fare l’allevatore è stata una scelta di vita, e lo faccio da oltre 20 anni. Porto in alpeggio capre e vacche, con cui produciamo formaggi seguendo le tradizioni. E’ un lavoro duro, senza orario e senza ferie; col bello o il brutto tempo sei sempre attivo.
Quando la sera mi manca una capra non posso andare a cercarla, troppe cose da fare, mungere, governare… E quando i giorni seguenti la trovi sbranata dai lupi non è una bella sensazione.
Hai l’animale ucciso, le procedure burocratiche per certificare la predazione, tutto il resto da mandare avanti e poi magari mettono in dubbio anche la tua parola. A volte penso di mollare tutto…
A chi protegge e rivuole il lupo dico: per non far estinguere il lupo state facendo estinguere noi pastori!

Lorenzo Fasan, allevatore
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Noi cacciatori viviamo un rapporto mistico con la natura, la rispettiamo. Seguire con pazienza le tracce della tua preda o rimanere appostato per ore in assoluto silenzio ed aspettare, non sono mica doti da tutti. E le regole sull’attività venatoria sono molto chiare: un tot di capi per volta, mai troppi, evitare le femmine in periodi ben definito.
Poi è tornato il lupo: l’animale più bello che abbia mai visto. Ma, indubbiamente, un abile cacciatore. Per lui no, non valgono le regole della caccia. E sottrae prede a noi, minando un tradizionale rapporto uomo natura, quello del cacciatore, che dura da secoli. Per non parlare dell’orso: mio figlio mi ha chiesto perché non andiamo nel bosco con i campanellini antiorso. Non è questo l’approccio con la natura che ho intenzione di insegnarli: nel bosco si entra in doveroso silenzio.

Giuseppe Foresta, cacciatore
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Ciao, mi chiamo Mattia, ho 10 anni e sono uno scout, anzi un lupetto!
Ogni anno vado in montagna con la mia squadriglia per passare qualche giorno immersi nella natura … e per metterci alla prova! L’atmosfera che si respira è proprio quella del branco. Il lupo è infatti il mio animale preferito: vive in famiglia, tutti si prendono cura dei più piccoli e sono fedeli, proprio come i cani. Certo qualche volta diventano aggressivi, ma non perché siano cattivi, lo fanno perché sono predatori e devono andare a caccia…e non di noi! Anche l’orso è presente nei miei boschi: lui effettivamente è un po’ più grosso e potrebbe far paura incontrarlo, ma sono sicuro che è innocuo, molto timido e scapperebbe solo a sentire l’odore degli scarponi dei miei compagni di squadriglia!

Mattia Battistoni, scout
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Ormai sono 20 anni che studio i lupi. Ho avuto l’occasione di vederne uno, uno dei primi ritornati in Piemonte, per la prima volta durante il mio dottorato. Da lì in poi la mia formazione accademica si è arricchita di un’esperienza negli Stati Uniti, nel parco di Yellowstone, dove ho potuto imparare molto su questi animali.
La socialità e il comportamento giocoso dei lupi mi hanno sempre stupita. Una volta, durante un monitoraggio, ho incontrato una lupa, che dopo un primo momento di curiosità, ha interagito con me mostrando il tipico comportamento di gioco, forse perché solitaria da troppo tempo. Non si sa cosa sia più strano, se l’uomo che ha stimolato la lupa a giocare o la lupa che è stata al gioco, ma anche questo racconto bizzarro dimostra la natura amichevole del lupo. Non stupisce che il cane derivi dal processo di addomesticamento del lupo.

Giada Maricco, ricercatrice
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Appena possiamo io e mia moglie lasciamo il chiasso e lo smog della città per venire su queste splendide montagne. Il contatto con la natura ci rilassa e ci ricarica allo stesso tempo. Passiamo molto tempo facendo lunghe passeggiate per i sentieri, in silenzio. Non è raro imbattersi in un picchio, scorgere un capriolo e, più in alto, osservare le marmotte. Da qualche anno però sentiamo parlare del ritorno dell’orso proprio in queste zone, e di molti incontri ravvicinati. Noi siamo affascinati da questo ambiente incontaminato che ha permesso il ritorno di questi carnivori, ma ci chiediamo spesso: cosa faremmo se un giorno ce li trovassimo davanti, in mezzo al sentiero?

Carmelo Rossi, turista
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Amo la Natura e faccio di tutto per vivere nel suo pieno rispetto. Sto attenta ai prodotti che acquisto e a quello che mangio, mi muovo il più possibile in bicicletta e pratico l’ecoturismo. Amo in particolare gli animali e mi batto per la difesa dei loro diritti. C’ero anch’io in piazza a protestare contro la cattura e l’uccisione degli orsi definiti “problematici”.
Chi ha paura si dovrebbe informare meglio: i casi di attacco all’uomo sono rarissimi e avvengono solo se sono stati provocati.
Del resto anch’io sono una mamma e farei di tutto per proteggere i miei figli…

Giovanna Boschi, ambientalista

INFO CARDSISSUE CARDS

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Differentemente dall’orso, il lupo è un carnivoro specialista, un efficace e scaltro predatore: se ne ha l’occasione può predare ripetutamente animali domestici, arrecando danni economici agli allevatori.

Il lupo cattivo

Nel corso della storia il lupo è stato protagonista di centinaia di miti e leggende. Ancora oggi gli si attribuiscono qualità molto umane quali la ferocia, la codardia, il coraggio.
Nel mondo occidentale il lupo è stato utilizzato per impersonare il male stesso.

Un boccone… amaro

Quando il conflitto fra grandi carnivori e attività umane sfugge di mano, in molti casi si assiste alla comparsa di bocconi avvelenati: una pratica illegale e vigliacca che può avere conseguenze gravi non solo su l’intero l’ecosistema, ma anche cani domestici e bambini.

A ognuno il suo trofeo

Il lupo preda le stesse specie di ungulati dei cacciatori umani. Diversamente dagli umani, il lupo predilige prede deboli, malate, molto giovani o molto vecchie perché più facili da predare.

Più lavoro per gli allevatori

Nonostante esistano strumenti di prevenzione efficaci, la loro messa in opera e manutenzione è un lavoro che si aggiunge alle già dure incombenze giornaliere degli allevatori e pastori.

Danni collaterali

Le predazioni da orso e lupo su bestiame domestico, arnie e frutteti sono in genere indennizzate.

Tuttavia talvolta non sono rimborsati i danni indiretti, come ad esempio la diminuzione del latte nelle vacche sopravvissute ad un attacco.

Abbattimenti autorizzati

Autorizzare l’abbattimento (culling) di orsi e lupi per limitare i danni può portare a risultati estremamente diversi.

Per l’orso ci sono prove che l’abbattimento di un esemplare problematico possa avere aspetti risolutivi.

Nel caso del lupo il discorso è più controverso, anche data la più complessa struttura sociale di questa specie.

Non ci son più i sentieri di una volta

Spesso escursionisti e fungaioli temono l’incontro con lupo o orso nel bosco.

Tornare a condividere la montagna con questi grandi carnivori è una limitazione della libertà degli uomini a favore della loro?

Sindrome bipolare

Quando si parla di lupi e orsi sembra che il mondo si divida nettamente in chi li ama e chi li odia.

In una tale situazione, concordare soluzioni gestionali razionali e condivise può rivelarsi molto difficile.

Al lupo, al lupo!

Un presunto attacco di lupo all’uomo fa notizia, e fa vendere copie.
Non è raro che i mass media, soprattutto quelli locali, tendano a dare spazio a notizie non verificate di aggressioni da parte di lupi feroci.

Ad oggi nessun caso è stato verificato da personale competente.

Attenti al cane (lupo)

Con buona pace di Jack London, i lupi odiano i cani.

Un cane da solo nel territorio di un branco può seriamente rischiare un attacco anche mortale da parte dei lupi che lo identificano come un intruso “conspecifico”, in pratica un “lupo solitario”.

Attenti al cane (orso)

Ci sono indicazioni che un cane, anche se accompagnato dal padrone, possa causare una reazione ostile da parte di un orso in caso di incontro casuale in foresta.

No borders

Orso e lupo sono animali estremamente mobili, in pochi mesi possono percorrere centinaia di chilometri.

La gestione degli stessi è però spesso in carico ad autorità locali. Il risultato è un approccio frammentato e discontinuo nella gestione delle due specie sull’Arco Alpino.

Si stava meglio quando NON c’era Lui

E’ indubbio che, per determinate categorie professionali, la vita era meno complicata quando lupo e orso non c’erano.

Amore materno

E’ giusto sopprimere o ridurre in cattività un’orsa perché, guidata dall’istinto di difesa dei suoi cuccioli, ha attaccato un essere umano?

Con tutta la gente che muore di fame...

E' giusto utilizzare risorse economiche per la conservazione e lo studio del lupo e dell’orso quando potrebbero essere utilizzati in altri campi come sanità, agricoltura, politiche sociali?

Indennizzi

Gli indennizzi per i danni da orso e lupo cambiano nella valutazione dell’importo e nei tempi e nelle modalità di risarcimento a seconda delle amministrazioni locali.

Questa disparità inasprisce il malcontento di chi ha subito il danno.

Attenti al cane (uomo)

I cani da guardiania possono essere molto efficaci nella difesa di greggi e armenti.

Ma se non adeguatamente addestrati e curati possono diventare un pericolo per gli escursionisti.

Carnivori nella bambagia

Un’eccessiva tutela dei grandi carnivori potrebbe portarli ad un eccessiva confidenza con l’uomo?

Le nuove generazioni di lupo e orso, che non subiscono la pressione dell’uomo, continueranno ad evitarlo?

A chi devo credere?

Gli interessi attorno al mondo dei grandi carnivori sono così forti che le notizie riguardanti queste specie sono molto spesso strumentalizzate.

Chi mi dice la verità su orso e lupo? Il giornalista, il politico o lo scienziato?

Non è un cane, non è un lupo...

Esiste un vuoto legislativo per quanto riguarda la gestione degli ibridi cane-lupo.

Devono essere conservati e protetti come i lupi o possono essere messi in canile come i cani randagi?

A rischio … zero?

Viviamo in quella che viene definita la “società del rischio zero” in cui si cerca di prevedere le inevitabili casualità e ridurre ogni minimo rischio.

Se però, come ci ricordano i sociologi, la vita a rischio zero non esiste, qual è il grado di rischio che siamo disposti ad accettare per riavere orso e lupo sulle Alpi?

Grande fratello

Dotare di radiocollare tutti gli orsi e i lupi alpini comporterebbe difficoltà e costi elevatissimi, a fronte di vantaggi assai dubbi.

I rischi del mestiere

La gestione dei grandi carnivori ne prevede anche la cattura, ad esempio per dotarli di radiocollare.

Queste operazioni comportano un grado di rischio sia per l'operatore che per lupo e orso.

Un ritorno naturale

Dopo aver raggiunto un minimo di popolazione negli anni ’70 del secolo scorso a seguito della forte persecuzione perpetuata dall’uomo, la popolazione di lupo in Italia si sta riprendendo grazie agli sforzi di conservazione e tutela, alla grande adattabilità e mobilità della specie.

Quanti lupi ci sono sulle Alpi?

“Che te frega?” così risponde Luigi Boitani (fra i massimi esperti di lupi) quando qualcuno gli pone la domanda alla fine di una sua conferenza.

Il numero di lupi italiani è stimato fra i 1.000 e i 1.500 esemplari sugli Appennini, e fra i 60 e 90 sulle Alpi.

L’ironia di Boitani si riferisce al fatto che il numero degli individui sul territorio non è indicativo del loro impatto sulle attività umane.

Vivere in branco

I lupi vivono solitamente in branco.

Un branco di lupi è composto in media da 4-5 individui: due sono la coppia che ha fondato il branco (la coppia alpha, unica a riprodursi), gli altri sono in genere i cuccioli degli anni precedenti.

Il lupo fa danni?

Sì. I danni causati dai lupi alle attività umane riguardano principalmente l’attacco agli animali al pascolo, soprattutto pecore, capre e in misura minore bovini.

Tutti a caccia!

La caccia in branco, guidata dalla coppia alpha, garantisce al lupo l’accesso a prede di grandi dimensioni, rendendolo un predatore senza rivali nell’ambiente di foresta.
Umani a parte.

Lupi solitari

Spesso i giovani lupi abbandonano il branco e vanno in cerca di fortuna: si incamminano verso l’ignoto sperando di trovare un territorio non occupato da altri lupi e di incontrare un compagno/a con cui formare un nuovo branco.

Gli studiosi definiscono questo fenomeno “dispersione”.

La dura vita del lupo solitario

La maggior parte dei lupi in dispersione muore per investimenti stradali e ferroviari, bracconaggio, fame, malattia, attacchi da parte di altri lupi di cui si sono trovati a invadere il territorio.

La cicogna nel branco

Sulle Alpi la coppia alpha si accoppia generalmente in febbraio e le nascite avvengono dopo 63 giorni di gestazione. I cuccioli (3-4 in media) nascono ciechi e sordi e restano nella tana fino a 7-8 settimane di età.

Fino ai 6 mesi di vita i cuccioli vengono lasciati in una zona tranquilla e sicura, che viene chiamata sito di rendez-vous, attorno al quale gravita il branco.

Un incontro storico

Nel 2012 in Lessinia il lupo Slavc arrivato in dispersione dalla Slovenia, incontra la lupa Giulietta, proveniente dalle Alpi Occidentali.

I due mettono su famiglia formando così il primo branco di lupi delle Alpi Orientali dopo 150 anni di assenza.

Super protetti

In Italia lupo e orso sono animali protetti rispettivamente dal 1976 e dal 1939.

La loro caccia o la qualsivoglia persecuzione è punita penalmente: uccidere un esemplare non prevede solo una multa ma può portare alla galera.

Le due specie sono protette anche a livello europeo dalla Convenzione di Berna del 1979 e dalla Direttiva Habitat del 1992.

Fame da lupi

Un lupo mangia in media 2-4 Kg di carne al giorno. Estremamente adattabile, può però digiunare più giorni e consumare poi fino a 10 Kg di carne in una volta sola.

La sua dieta varia con le stagioni e i luoghi, ma in genere è composta dal 90% di ungulati selvatici e dal 10% di ungulati domestici, piccoli mammiferi e vegetali.

Selezione naturale

Il branco preda preferibilmente ungulati selvatici giovani, malati o vecchi, effettuando una selezione sulla popolazione di prede.

Un ritorno “artificiale”

L’orso bruno è stato oggetto di un progetto di reintroduzione di grande successo dal punto di vista biologico.

Quasi scomparso dall’arco alpino a causa della forte persecuzione perpetuata dall’uomo (nel 1996 erano rimasti 3 esemplari, tutti in Trentino), è stato reintrodotto sulle Alpi nel 1999 con il progetto LIFE URSUS.

Orso, orso dove sei?

In Italia ci sono all’incirca un centinaio di esemplari di orso bruno. Metà di questi appartengono alla sottospecie endemica dell’Appenino centrale, l’orso bruno marsicano. L'altra metà gravita nel territorio Trentino e regioni limitrofe.

Sei proprio un orso!

Il modo di dire è proprio azzeccato!

La vita sociale dell’orso è assai limitata (al periodo degli amori e di accudimento cuccioli) e in alcuni casi le interazioni sociali hanno caratteristiche aberranti, in un’ottica umana: ad esempio non è rara la pratica dell’infanticidio da parte degli esemplari maschi, per rendere le femmine nuovamente disponibili all'accoppiamento.

Maschi in viaggio, femmine a casa

Solo i maschi di orso intraprendono fenomeni di dispersione, percorrendo in esplorazione più di 20 km in una notte, mentre le femmine restano fedeli alla zona dove sono nate.

Niente coccole, siamo orsi!

Sebbene l’orso sia visto come un animale più “tenero” del lupo in realtà è vero il contrario.

Il lupo mette su famiglia, è fedele tutta la vita al partner e permette ai figli più cresciuti di rimanere nel branco.

L’orso invece abbandona la compagna subito dopo l’accoppiamento: d’altronde lei è talmente poco fedele che in una stessa cucciolata due fratelli possono avere padri diversi!

Pisolini invernali

La maggior parte degli orsi va in letargo da novembre a marzo.

Il sonno non sempre è continuo: risvegli sporadici, dettati anche da condizioni climatiche miti, possono indurre il risveglio e l’uscita dalla tana.

Attacchi all’uomo

Non si hanno notizie documentate di attacchi di lupo all’uomo in Europa da più di 100 anni.

In rari casi sono documentati casi di aggressioni (anche mortali) da parte dell’orso, principalmente causati da femmine con cuccioli o da animali feriti in attività venatorie.

Sia l’orso bruno che il lupo non considerano l’uomo una preda.

Un carnivoro vegetariano

Anche se classificato come grande carnivoro, l’orso si ciba prevalentemente di vegetali e insetti.

L’apporto di carne alla sua dieta è molto basso (meno del 10%) e si tratta soprattutto di animali trovati già morti.

PACOBACE

Non è una parolaccia.
E’ l’acronimo del Piano d’Azione interregionale per la Conservazione dell’orso bruno nelle Alpi Centro-orientali.

Questo documento, concordato tra lo stato e le amministrazioni locali, è nato per gestire la coesistenza dell’orso con l’uomo sulle Alpi italiane.

Un documento analogo esiste per l’Appennino: il PATOM.

Orsi… problematici

Secondo PACOBACE un orso è definito “problematico” quando risulta “dannoso” per le attività umane o “pericoloso” per l’incolumità umana.

La pericolosità viene attestata tramite una tabella dei comportamenti a rischio.

Dannato dannoso!

Sulle Alpi, i danni da orso più comuni sono: la distruzione di arnie, il saccheggio di frutta e cereali dai campi coltivati, la predazione di animali al pascolo.

O la prevenzione o la predazione!

Esistono vari metodi di prevenzione dei danni da grandi carnivori.

I più comuni sono le recinzioni elettrificate, la presenza del pastore, i cani da guardiania, i dissuasori visivi (fili con bandierine colorate detti fladry), i dissuasori acustici e i ricoveri notturni per il bestiame.

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