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Un'arca per il 2050

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Le Nazione Unite stimano che nel 2050 sulla Terra ci saranno 2 miliardi di persone in più delle attuali; il nostro Pianeta non ha risorse illimitate e, inoltre, l’umanità lo ha profondamente cambiato, spingendo alcuni processi ambientali verso livelli di criticità. Saremo in grado di garantire a tutti il necessario per vivere?
Il 2050 sembra una data tanto lontana, ma facendo due conti, chi adesso frequenta le scuole superiori sarà a cavallo dei 50 anni: sarà, dunque, il mondo nel quale i ragazzi di oggi vivranno la loro vita di persone adulte.

Author / translator Roberta Mazzoni

Le Nazione Unite stimano che nel 2050 sulla Terra ci saranno 2 miliardi di persone in più delle attuali; il nostro Pianeta non ha risorse illimitate e, inoltre, l’umanità lo ha profondamente cambiato, spingendo alcuni processi ambientali verso livelli di criticità. Saremo in grado di garantire a tutti il necessario per vivere? Il 2050 sembra una data tanto lontana, ma facendo due conti, chi adesso frequenta le scuole superiori sarà a cavallo dei 50 anni: sarà, dunque, il mondo nel quale i ragazzi di oggi vivranno la loro vita di persone adulte. Nessuno ci assicura esista un rapporto causa-effetto tra quello che facciamo oggi e quello che sarà in futuro, però, dati alla mano, esistono prove inconfutabili su alcune tendenze in atto nel nostro pianeta, che non possono essere trascurate e che richiedono una pronta inversione prima di arrivare a conseguenze ingestibili. A chi il compito di invertire queste tendenze? Spetta ai singoli cittadini prendere coscienza delle urgenze del nostro Pianeta e autonomamente cambiare le proprie abitudini passando a comportamenti più rispettosi dell’ambiente in un’ottica di lungo periodo OPPURE sono gli Stati che devono intervenire costringendo i cittadini a cambiare le proprie abitudini, arrivando ad adottare anche misure coercitive, se necessario? E in che misura?

Created 25 July 2015
Last edited 7 August 2018
Topics Environment, Politics, Risks & security

Policy positions

Policy position 1

Le condizioni del nostro pianeta risentono, solo in minima parte, delle azioni dell’uomo e cambiano perché sono cambiate da sempre. Gli Stati devono lasciare massima libertà ai cittadini di comportarsi come vogliono, investendo, invece, nell'adattamento agli inevitabili cambiamenti.

Policy position 2

Gli Stati hanno il compito di sensibilizzare ed educare i cittadini sui temi ambientali e di sviluppo sostenibile. Più i cittadini sono ben informati, più sanno scegliere autonomamente come comportarsi per il bene proprio e di tutto il Pianeta.

Policy position 3

Gli Stati devono incentivare comportamenti virtuosi, promuovendo nuove forme di mobilità, di produzione di energia, di approvvigionamento di alimenti, di utilizzo di acqua potabile, di metodi di costruzione. I cittadini, che lo decidono, devono avere a disposizioni agevolazioni importanti per migliorare il loro impatto personale sull'ambiente.

Policy position 4

Viste le condizioni in cui si trova oggi il nostro Pianeta, gli Stati devono intervenire in maniera decisa in molti settori della vita dei cittadini, penalizzando vecchie abitudini non più tollerabili, intervenendo sui prezzi, sulle pubblicità, sulla tipologia dei beni prodotti e dei materiali utilizzati, sulle quantità di rifiuti prodotti.

Story cards

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Sono un professore universitario danese e mi occupo di economia e statistica. Partecipo attivamente al dibattito sul riscaldamento globale perché è necessario sfatare alcune posizioni ingiustificate e addirittura pericolose. Se, infatti, è vero che il riscaldamento globale è opera dell’uomo e che prima o poi esso avrà un qualche impatto sugli esseri umani e sull’ambiente, è altrettanto vero che le dichiarazioni e le posizioni ufficiali sull’argomento sono spesso catastrofiche ed esagerate e portano a prendere come risolutive misure estremamente severe, che in realtà danneggiano solo le economie dei paesi e che sono del tutto inutili. Abbiamo molti altri temi assai più importanti su cui lavorare: fame, povertà, malattie ... Dedicandoci a essi potremo aiutare più persone con una spesa più bassa e probabilità di successo molto più elevate

Ambientalista scettico
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Sono un entomologo svizzero che ha lavorato molti anni in Africa, in particolare, dedicandosi alla lotta contro la cocciniglia che distrugge i raccolti di manioca, le cui radici ricche d’amido sono alla base della dieta di milioni di africani. Questo insetto, negli anni ’70-’80, è stato responsabile di una drastica riduzione dei raccolti, fino all’80% in tutto il continente. Con un impegnativo lavoro di ricerca durato dieci anni, siamo riusciti a controllare la cocciniglia biologicamente, quindi senza alcun prodotto chimico, utilizzando una vespa suo naturale predatore. Abbiamo fermato gravi carestie ma soprattutto mostrato al mondo come possa esistere un’agricoltura ecologica, in armonia con l’ambiente, in grado di produrre abbastanza per nutrire tutti entro il 2050. Sono convinto che ce la possiamo fare. La domanda è: vogliamo farlo?

Lotta biologica alla cocciniglia
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Sono una pensionata, ho 78 anni e vivo da sola, in una casa del centro storico di una città del Nord Italia. Due anni fa, l’amministrazione comunale ha deciso di “passare” ai cittadini tutto il problema dei rifiuti, adottando un sistema di Raccolta Differenziata impossibile. Almeno per me: io faccio fatica a capire come separare i rifiuti, a riconoscere i materiali; spesso mi dimentico di portare in strada i contenitori nei giorni e nelle ore prestabilite, così che questi mi rimangono in casa e finiscono per puzzare e i rifiuti per inondarmi l’appartamento; la mia schiena fa fatica a fare le scale con quei contenitori stracolmi, soprattutto quando è inverno. Ma che razza di civiltà è mai questa? Quando ero bambina, di rifiuti se ne facevano meno e si riutilizzavano di più le cose. Siamo sicuri che questa Raccolta Differenziata sia la strada giusta?

Più che differenziare, facciamo meno rifiuti
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Sono un tecnico di una ditta canadese, specializzata in perforazioni ed estrazioni minerarie dai fondali oceanici. Abbiamo appena stretto un importante accordo con il governo della Papua Nuova Guinea per estrarre metalli, principalmente oro e rame, dagli abissi dell’oceano a 1500 metri di profondità. Via via che le riserve usate finora si esauriscono, siamo costretti ad approvvigionarci delle risorse in modi e posti che nessuno, fino a pochi anni fa, avrebbe mai pensato. Il progetto darà al paese grandi benefici economici, eppure l’opinione pubblica, influenzata dai movimenti ambientalisti, ci è assolutamente contro, valutando che sia un’operazione dagli effetti distruttivi. Mi sembrano posizioni irrazionali. La mia ditta ha fatto studi in questo senso: l’impatto ambientale sarà minimo. Ma allora perché tutta questa avversione per la tecnologia?

La tecnologia al bando
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Sono una casalinga, madre di tre figli, ormai adolescenti. Quando i miei bambini erano piccoli, ero molto attenta a ciò che cucinavo per loro; utilizzavo solo alimenti provenienti da agricoltura biologica, convinta che per la loro crescita fosse decisamente meglio. Adesso, sinceramente, anche se da un punto di vista teorico ritengo che l’agricoltura sostenibile sia nel lungo periodo una scelta da preferirsi per il futuro del nostro pianeta, nella pratica ho smesso di acquistare prodotti biologici perché troppo costosi e più difficili da reperire. Un po’ me ne dispiaccio. Credo che ci siano molte altre persone che si comportino come me. Certo le cose cambierebbero se nel prezzo dei prodotti ci fossero compresi anche tutti i costi esterni, come l’inquinamento dell’acqua, la perdita di biodiversità e i problemi sociali e sanitari.

Bio è meglio, ma ...
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Lavoro nel Dipartimento delle Utility Pubbliche della Città di San Diego. Sto terminando un progetto di ricerca su una nuova metodologia per rendere potabile e utilizzabile l’acqua proveniente dalla depurazione delle acque reflue domestiche. Abbiamo ottenuti ottimi risultati: l’acqua è più pulita rispetto a quella potabile esistente e può essere prodotta a un costo minore rispetto ad altre operazioni, per esempio, tramite desalinizzazione. Per San Diego questo processo potrebbe essere una vera rivoluzione. Tuttavia, la popolazione sembra assolutamente contraria per un senso di repulsione e di diffidenza verso questo procedimento. Con il peggioramento della siccità e la crescita degli insediamenti litoranei, però, chissà che la gente non cambi idea! Mi chiedo quanto le future necessità riusciranno a modificare le nostre abitudini e attuali convinzioni.

La necessità modifica abitudini
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Sono un agronomo e lavoro all’International Rice Research Institute. Il nostro istituto produce ogni anno decine di nuove varietà di riso, ottenute grazie alle nuove tecniche genetiche che permettono miglioramenti delle varietà incrociando caratteri di individui della stessa specie. Abbiamo varietà resistenti alla siccità, altre tolleranti al sale e altre ancora in grado di sopravvivere anche completamente sott’acqua per circa 15 giorni. In nome di quale retrograda posizione antiscientifica si dovrebbe rinunciare a una tale ricchezza di varietà? Un conto è parlare del problema delle multinazionali e della loro ingerenza nel quadro della produzione alimentare mondiale, un altro è parlare dell’uso degli strumenti che ci fornisce la genetica per migliorare le colture e risolvere i problemi concreti delle popolazioni.

Genetica e produzione agricola
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Ho quindici anni e frequento il liceo scientifico della mia città. I miei genitori sono ambientalisti convinti, da sempre impegnati in associazioni locali per la conservazione della natura e a favore delle produzioni alimentari biologiche. Io sono cresciuta con i loro principi, non mi sono mai posta troppe domande: mi sembrava fosse giusto comportarsi e pensarla come loro. Adesso ho molti dubbi. I miei amici, per la stragrande maggioranza, hanno famiglie pochissimo attente ai problemi ambientali e si comportano in un modo che i miei genitori criticano immensamente. Ad esempio, si muovono tutti e sempre in scooter, mentre i miei genitori non me lo vogliono comperare perché dicono che inquina e che devo andare in bicicletta. Mi chiedo che senso abbia questa cosa: cosa pensiamo di ottenere noi tre contro tutti? Perché solo io devo fare questo sacrificio?

Perché proprio io?
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Sono un architetto e, una decina di anni fa, ho progettato e realizzato una casa prefabbricata, poco costosa e a basso impatto ambientale. L’ho chiamata Loblolly House dal nome dagli alberi che sono stati in parte serviti per costruirla e che caratterizzano la zona dove è situata. E’ diventata un simbolo di un nuovo modo di costruire, che tiene conto dell’impatto sull’ambiente. Penso che il modo più efficiente di costruire una casa sia proprio produrla in fabbrica e poi assemblarla in loco. Questo riduce enormemente il suo “investimento energetico” ovvero la quantità di energia spesa per crearla. L’edilizia tradizionale è un affare sporco che dovrebbe essere messa al bando. Abbiamo dimostrato che costruire in un modo diverso è possibile. E allora quando i governi interverranno regolamentando il settore delle costruzioni?

Un'edilizia rispettosa dell'ambiente
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Sono un addetto al banco pesce di un supermercato, di una grande catena di distribuzione. Mi piace molto il mio lavoro, che mi lega al mare, la mia vera grande passione. Tuttavia, il mio più grande dispiacere è assistere impotente alle scelte che i miei Responsabili Acquisti fanno quotidianamente: le problematiche legate alla pesca e alla gestione delle risorse ittiche, non sono considerate nel modo più assoluto. E’ il consumatore che detta legge e il consumatore ha molte colpe: chiede sempre lo stesso pesce, che al 90% è un pesce “che si cucini velocemente e che non abbia lische”. Mi piacerebbe tanto aprire una pescheria per mio conto e appoggiare, nel mio piccolo, chi segue una pesca sostenibile. Ma quanto potrei rimanere sul mercato? Come fare per educare i consumatori e far capire cosa sta dietro al loro “pesce senza lische”?

Pesca sostenibile
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Sono un Assessore all’Ambiente e Mobilità di una città della Pianura Padana. Ho da poco ricevuto la Statistica riepilogativa dell’anno scorso sulla Qualità dell’aria. I dati per il particolato fine (PM10) sono, come sempre, molto preoccupanti per la mia città: l’anno scorso abbiamo avuto ben 61 giorni in cui tale valore ha superato il limite dei 50 μg /m3, considerato un limite di sicurezza per i cittadini. Anche i valori del nuovo anno non sono per nulla buoni. Dovrò a breve adottare misure drastiche per ridurre i veicoli circolanti; almeno le targhe alterne. L’Associazione dei Commercianti è già sul piede di guerra e pronta a dar battaglia contro i nuovi provvedimenti, definendoli inutili e svantaggiosi per i negozianti della città. Potrebbero anche aver ragione, ma quali altre misure potrei mai introdurre? L’aria è di tutti, non solo dei commercianti.

Polveri sottili in Pianura Padana
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Sono una ricercatrice della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e partecipo al progetto Last Minute Market. Nato nel 1998 come attività di ricerca è diventato ormai un vero e proprio sistema professionale per il riutilizzo dei beni invenduti dalla Grande Distribuzione Organizzata. Grazie a noi, prodotti alimentari (ma non solo) destinati alla distruzione vengono recuperati e utilizzati da enti caritativi con vantaggi di tipo ambientale, sociale ed economico. Nel mondo 1/3 del cibo va perso mentre 800milioni di persone muoiono di fame. In Italia il cibo sprecato ogni anno vale 15 miliardi di euro e in media ogni italiano getta nella spazzatura 42 kg di alimenti. Perché prima di dire che dobbiamo produrre di più non impariamo a sprecare di meno?

Last Minute Market

INFO CARDSISSUE CARDS

Acqua potabile nello sciacquone

Nei paesi ricchi l’acqua potabile viene usata anche quando non è necessaria. Un esempio lampante è il suo uso nello sciacquone del water: ogni volta che si spinge il pulsante si scaricano dai 10 ai 12 litri di acqua. Esistono sistemi per ridurre il consumo (doppio pulsante, collegamento con scarico lavandino) ma non hanno mai avuto molto successo. Non sarebbe il caso di renderli obbligatori?

Esportazioni di cibo dai paesi poveri

Acquistare alimenti di stagione e prodotti localmente aiuta a ridurre le emissioni di CO2 dal momento che vengono a mancare tutte quelle relative alla movimentazione delle merci. In alcuni casi, questa scelta si ripercuote però su alcuni dei paesi più poveri del mondo, che fanno dell’esportazione dei loro prodotti agricoli la principale fonte di sostentamento.

Cibo equo solidale

Le organizzazioni che si occupano di Cibo equo e solidale aiutano i produttori dei paesi più poveri dando loro l’opportunità di commercializzare le proprie merci ricevendo un pagamento adeguato e garantendo l’uso di soluzioni innovative, rispettose delle persone e dell’ambiente. I prodotti equo solidali sono, spesso, più cari rispetto ad altri di ugual genere. Pensi che sia giusto?

Biocarburanti

I biocarburanti sono più ecosostenibili del petrolio e derivati ma possiedono un prezzo nascosto in termini ambientali. La loro produzione, infatti, sottrae terra e acqua alle coltivazioni per scopi alimentari. Come fissare delle giuste priorità?

Tortillas messicane

Dal 2005 al 2011 il prezzo delle tortillas di mais, alimento di base per milioni di messicani, è cresciuto del 70% circa scatenando proteste della popolazione che hanno costretto il governo a calmierare i prezzi. Secondo gli esperti oltre il 30% dell’aumento dipende dalla crescita della produzione USA di etanolo da mais.

Gli oceani si alzano

Una delle conseguenze del riscaldamento globale è l’innalzamento del livello degli oceani. Si stima che ci sia stato un aumento di circa 17 cm negli ultimi 100 anni. Molte popolazioni che abitano zone costiere hanno iniziato a vederne gli effetti. C’è tuttavia molta discordanza tra gli esperti sulle previsioni: per qualcuno il livello degli oceani salirà di 18 cm entro il 2100 per altri di 1 m.

Macchine più efficienti

Per ridurre il nostro impatto sull’atmosfera dobbiamo usare macchine più efficienti e, pertanto, più nuove. Le classi socialmente meno favorite economicamente diventano quelle più penalizzate anche nei trasporti. Il car pooling e il car sharing possono essere una soluzione?

Acqua in bottiglia o del rubinetto?

E’ una questione piuttosto complicata. Alcune popolazioni non hanno scelta: l’acqua a loro disposizione o non è salubre o è molto scarsa. Nel mondo sviluppato, invece, l’acqua del rubinetto è salubre e buona tanto quanto l’acqua in bottiglia. La gente però normalmente non si fida. Cosa bisognerebbe fare?

Crescita economica e consumo energia

I dati sui consumi energetici britannici indicano che il legame tra crescita economica e utilizzo di combustibili fossili (con conseguente emissione di gas serra) si è rotto. Dal 1985 a oggi, l’economia del Regno Unito è raddoppiata mentre il consumo energetico è rimasto invariato. Risparmiare energia allora si può senza rinunciare al benessere?

Previsioni climatiche affidabili o no?

Oggi i modelli climatici vengono accusati di non aver saputo prevedere il minore aumento di temperatura globale – una sorta di “pausa” – che si è riscontrato negli ultimi 10-15 anni e che sembra essere dovuto ad un assorbimento di calore da parte degli oceani non del tutto correttamente preventivato. Questo fatto autorizza a screditare del tutto le previsioni climatiche?

La carne rossa inquina di più

La carne bovina ha un impatto ambientale molto superiore a quello di altri tipi di carne e di prodotti derivati da latte e uova, a parità di apporto calorico. E’ quanto emerge da un recente studioche ha considerato quattro fattori come indicatori di costo ambientale: consumo di terreno, acqua usata, emissione di gas serra e impiego di nitrati nei fertilizzanti. Come fare perchè la nostra dieta ne tenga conto?

Un riso che va sott’acqua

Il riscaldamento globale fa innalzare il livello del mare che inonda le aree costiere. Le alluvioni recentemente distruggono ogni anno 20 milioni di ettari di risaie. Con le moderne tecniche della genetica è stato possibile creare una varietà di riso che può sopravvivere sott’acqua per due settimane. E’ giusto utilizzarla o è meglio continuare a usare le varietà tradizionali?

11 miliardi … scusi se è poco

Gli esperti prevedevano che la popolazione mondiale sarebbe cresciuta a 9 miliardi entro il 2050 per poi stabilizzarsi o addirittura iniziare una curva in leggera discesa. Un ultimo report, invece, ottenuto con tecniche statistiche particolarmente evolute, indica come la popolazione possa lievitare a 11 miliardi entro il 2100, con implicazioni anche drammatiche.

Vegetali bio più buoni

Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition nel luglio 2014 ha scoperto che non solo frutta, verdura e cereali biologici contengono meno residui di pesticidi, come ci si poteva comunque aspettare, ma hanno al loro interno livelli più elevati di sostanze antiossidanti, spesso associate a un minore rischio di tumori e altre malattie.

Strategie per l’Europa

Attualmente l’Europa importa oltre la metà dell’energia necessaria con un impatto importante sui conti economici dei diversi paesi. Per ridurre drasticamente la fattura energetica dovremmo consumare meno. Ma possiamo effettivamente ridurre i consumi e mantenere lo stesso tenore di vita senza rinunciare alle comodità moderne?

Fotografie per sensibilizzare le persone

Alcuni fotografi naturalisti lavorano da anni con l’obiettivo di sensibilizzare più persone possibili, convinti che sia necessario rendere la conservazione dell’ambiente attraente, oltre che dal punto di vista economico, anche da quello culturale. Può essere una strada vincente?

Quale sviluppo scegliere?

Molti governi, di paesi con zone naturali ancora incontaminate, sono a un bivio: da una parte ci sono forti pressioni economiche per lo sviluppo del paese, dall’altro hanno acquisito coscienza sul valore del proprio territorio. Come aiutarli in queste delicate scelte di sviluppo?

Un pianeta affamato

Negli ultimi vent’anni si è assistito a un rallentamento del tasso di crescita delle produzioni agricole, soprattutto riso, mais e frumento. In alcune aree la crescita si è addirittura già fermata. Il crollo dei sistemi alimentari potrebbe essere la minaccia più grave per il futuro del nostro pianeta.

CO2 dalla nostra casa

Nella nostra casa ogni volta che utilizziamo energia, per riscaldare e raffreddare gli ambienti, per scaldare l’acqua, per accendere le luci e alimentare gli elettrodomestici e gli apparecchi elettrici, rilasciamo gas serra e in particolare CO2.
Molte persone sembrano non tenerne affatto conto e utilizzano l’energia senza nessuna forma di risparmio. Un male per la loro bolletta, ma soprattutto per l’ambiente che è, invece, di tutti.

Impronta di carbonio

L'impronta di carbonio misura l'impatto delle attivitá di ciascuno di noi (o di ciascun Stato) sul clima del Pianeta. E’ un indice che permette di valutare il legame tra le proprie attività quotidiane e la produzione di CO2. Un suo maggior utilizzo potrebbe aiutare le persone a riflettere maggiormente sui propri comportamenti?

Inquinamento in Val Padana

Nella sola Pianura Padana, l’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA) stima che i decessi riconducibili all’inquinamento atmosferico siano intorno ai 7 mila l’anno. 17 delle 30 città europee più inquinate sono italiane. Polveri sottili e ozono gli inquinanti che continuano a causare problemi sanitari.

Popolazione e riserve d’acqua

Alcuni ricercatori hanno notato che la popolazione mondiale sta crescendo più in fretta della riserva di acqua sul pianeta. Per evitare una penuria di acqua potabile in futuro, è necessario studiare innovazioni tecnologiche che permettano di aumentare le riserve di acqua disponibili sul pianeta e rivedere il consumo di acqua su scala globale.

Impollinatori in pericolo

Da anni si assiste ad una lenta e progressiva scomparsa degli insetti impollinatori come le api. Molti i fattori in gioco: cambiamenti climatici, agenti patogeni, crescente urbanizzazione, distruzione di habitat naturali. Un importante studio recente ha mostrato come questo fatto metterà seriamente in crisi la produzione agricola europea e non solo, a dimostrare che la perdita di biodiversità ha impatto sia su scala locale che su scala globale.

Elettrica è ecologica?

La diffusione di auto elettriche sconta ancora una contraddizione: produrne una richiede più energia di quanta serve per produrre un'auto a carburante fossile. Questo significa più inquinamento a monte (produzione) e costi più alti a valle (il prezzo della vettura). Uno studio internazionale, tuttavia, evidenzia come il passaggio ad una mobilità elettrica porterebbe grandi benefici sul clima delle città.

Chiudi il rubinetto

Un video in rete mostra che chi si lava i denti, facendo scorrere l’acqua, spreca oltre 10 l di acqua potabile, più di quanta molte persone possono avere a disposizione in un mese. Come fare per far chiudere quel rubinetto?

EWWR

Dal 2009 si tiene in Europa la European Week for Waste Reduction (EWWR). L’iniziativa incoraggia il coinvolgimento di un vasto pubblico (dalle amministrazioni pubbliche alle compagnie private alla società civile) sul tema della riduzione e della gestione dei rifiuti. Ognuno può partecipare proponendo, in quella settimana, un particolare evento o azione inerente la tematica.

Biopesticidi crescono

Le vendite di biopesticidi, dai biochimici agli antimicrobici agli invertebrati, sono in costante aumento: dal 2007 al 2014, le vendite passeranno da 1 a circa 3 miliardi di dollari a livello mondiale. Essi rappresentano, comunque, ancora una piccola parte del mercato: nel 2011 costituivano infatti solo il 4,1% di tutti i pesticidi utilizzati.

Fame in Italia

Quando si parla di fame, in genere si pensa a paesi lontani, in via di sviluppo. Eppure ogni giorno in Italia milioni di persone fanno i conti con la mancanza di cibo a causa delle loro condizioni economiche. Secondo l’ISTAT, il 24,9 % delle famiglie residenti in Italia vive in una situazione di disagio economico (pari a 15 milioni di persone) e il 17,5% delle famiglie dichiara di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni.

Tindo, un autobus che va con il sole

Il primo autobus ad energia solare opera ad Adelaide in Australia e si chiama Tindo (“sole” per gli aborigeni). Sfrutta l’energia solare accumulata da pannelli installati nella stazione degli autobus cittadina. Ha un’autonomia di 200 km e l’energia a disposizione garantisce anche il funzionamento del condizionatore d’aria e del Wi-Fi per i 40 passeggeri che può trasportare. In più il servizio è completamente gratuito.

Un pneumatico verde

Intensa è la ricerca scientifica nell’ambito di materiali più sostenibili. Ricercatori dell’Istituto Fraunhofer di Biologia Molecolare ed Ecologia Applicata di Monaco di Vestfalia, hanno messo a punto la produzione di pneumatici utilizzando il lattice estratto dalle radici del tarassaco invece che quello estratto dall’albero della gomma.

Burlington, città rinnovabile

Burlington, la più grande città del Vermont (USA) con 42mila abitanti, dal Settembre 2014 è la prima città USA a produrre elettricità 100% rinnovabile: idroelettrico, eolico e a biomassa. Il progetto, fa parte di una visione a lungo termine, che prevede che l’intero Stato americano raggiunga il 90 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2050.

Allarme inquinamento a Pechino

All'inizio del 2014 è stato di nuovo allarme inquinamento a Pechino: lo smog ha ridotto la visibilità a poche centinaia di metri, le polveri sottili hanno superato di 25 volte il limite tollerabile per molti giorni di seguito; le autorità locali hanno proibito attività scolastiche all’aperto e hanno posizionato grandi cartelloni con cielo blu per dare un aiuto emotivo alla popolazione, in assenza di luce e di sole.

La Terra vista dal cielo

Yann Arthus Bertrand è un fotografo e ambientalista francese che raccoglie fotografie molto suggestive fotografando la Terra dall’alto per testimoniare la bellezza del nostro pianeta e la necessità che questo venga preservato. “Spero che guardando le mie foto vi lascerete trasformare dalla bellezza del mondo e vorrete dare il vostro contributo alla salvaguardia del pianeta. Ciascuno può fare qualcosa. Sta a voi trovare la via.”

Energy Park

Si trova alle porte di Milano il primo edificio italiano a ricevere la certificazione Leed Platinum, rilasciata agli edifici che hanno adottato sistemi per ridurre il consumo di energia elettrica e di acqua riducendo le emissioni di gas serra. Con questo sono 7 in tutta Europa gli edifici con una certificazione Leed.

Comprare meno cose nuove

Dai tappeti ai computer, dalle T-shirt alle TV, la produzioni di qualsiasi bene deve essere vista come una emissione di CO2. Far durare più a lungo le cose che abbiamo riduce la necessità di produrne delle altre nuove. Se una volta questo avveniva per mancanza di denaro, oggi dobbiamo farlo per il nostro Pianeta

Acqua virtuale

L’acqua virtuale è il volume di acqua necessaria per produrre una merce o un servizio. Per 1kg di riso, ad esempio, occorrono 3400 l di acqua, per una bistecca di manzo di 150 g occorrono 2300 l di acqua, per una Tshirt media circa 2700 l, per un microchip 32 l e per 100 fogli di carta A4 1000 l.

Un esempio non lontano

L’economia nel Regno Unito è raddoppiata dal 1985 mentre è rimasto invariato il consumo energetico. Le auto, le caldaie, le lampadine, gli elettrodomestici sono diventati più efficienti. Risparmiare En si può e i governi devono sostenere programmi per farlo.

Giacconi di pile riciclato

Per proteggersi dal freddo e fare sport sono molto utilizzati gli indumenti di pile, fabbricati con fibre di poliestere, un derivato della lavorazione del petrolio. Negli ultimi anni sono sempre più numerosi i produttori che utilizzano fibre tessili ottenute dal riciclaggio delle bottiglie di plastica.
Così si risparmia sulle materie prime e si sottrae alla discarica del materiale di scarto.

Idrogeno in auto

La Toyota annuncia il lancio del suo primo modello a Idrogeno in Italia per l’estate 2015. Altre case automobilistiche hanno già modelli circolanti e molte stanno costruendo modelli sperimentali. Le auto alimentate a Idrogeno sembrano un po’ più vicine. Il problema per questo tipo di macchine, oltre a quello della produzione di questo combustibile, è che manca una rete di distribuzione e di stazioni di rifornimento di questo gas.

Gas naturale e CO2

Tutti i combustibili fossili producono CO2, ma tra questi, il gas naturale ne produce la minor quantità. A parità di energia prodotta, il gas naturale produce il 30% in meno di CO2 rispetto al petrolio e il 45% in meno rispetto al carbone. Dagli anni ’70 ad oggi il consumo di gas naturale nel mondo è aumentato di oltre 30 volte.

Come usiamo l’acqua?

Le stime sull’uso che facciamo dell’acqua a livello mondiale parlano delle seguenti percentuali, come valori medi globali:
70 % in agricoltura e allevamento
22 % nelle industrie
8% per usi civili
Praticamente mangiamo più acqua di quanta ne beviamo.

Abbastanza acqua

Quanto sarà la quantità di acqua sufficiente per una persona al giorno? Quella che permette di non soffrire la sete?O quella che permette di farsi una bella doccia? Gli esperti considerano che la quantità minima per soddisfare i bisogni basilare di un uomo, tra i quali bere, cucinare e lavarsi, è di 20 litri di acqua pulita per persona. Molte persone sulla Terra hanno a disposizione abitualmente meno di 5 litri al giorno.

Crescita popolazione

La popolazione è passata dai 500 milioni del 1800 ai 7 miliardi nel 2011. Negli ultimi 50 anni il numero degli essere umani è più che raddoppiato e il nostro sfruttamento delle risorse ha raggiunto livelli incredibili: il consumo di cibo e acqua è più che triplicato e il consumo di combustibili fossili è quadruplicato.

Acidificazione Oceani

L’aumento della concentrazione della CO2 nell’atmosfera si accompagna ad un aumento di CO2 che si dissolve in mare sotto forma di acido carbonico, rendendo più acide le acque superficiali. Con un pH di 8,2, gli oceani sono naturalmente basici, ma i dati più recenti indicano che il valore è già sceso a 8,0 e continua a diminuire.

L’insetto nel piatto

Gli insetti commestibili sono un’alternativa sostenibile alla carne. Rappresentano una fonte di nutrimento sana con alti contenuti di proteine e grassi, per quanto il valore nutritivo vari a seconda della specie. Ad esempio la percentuale di proteine e grassi nei grilli è simile a quella di molte carni..

Dove sono molto utili le auto ibride

Le auto ibride consumano fino al 54% di carburante in meno, rispetto alle convenzionali, dove il traffico è particolarmente congestionato, in paesi come la Cina e l’India. Poiché in questi paesi si prevede una rapida crescita del mercato delle auto, che potrebbe portare globalmente al raddoppio della CO2 emessa dai veicoli a motore, è soprattutto qui che questo tipo di auto dovrebbe essere impiegato per contenere le emissioni in atmosfera.

Acqua in bottiglia

Una statistica del 2011 parla chiaro: l'Italia, con 196 litri per abitante, si è confermata primo Paese in Europa e terzo nel mondo per consumo di acqua in bottiglia, dietro Arabia Saudita e Messico. In tutto, nella Penisola, sono state consumati 6 miliardi di bottiglie di plastica.

Ma quanti rifiuti!

L’elaborazione dati relativa al 2013 per la produzione di Rifiuti Urbani in Emilia Romagna conferma un quantitativo per ogni abitante di 650 kg/anno, pari a quasi 3 milioni di tonnellate per tutta la Regione!

RAEE

Ciascun italiano produce in media 14,9 kg di RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ma solo 4 kg di questi ad oggi vengono recuperati. Nel 2012 nel Mondo si sono prodotti circa 49 milioni di tonnellate di RAEE, ossia 11 volte il peso delle piramidi di Giza. Spesso i RAEE vengano buttati come rifiuti indifferenziati mentre contengono materiali recuperabili, metalli riutilizzabili, sostanze inquinanti e tossiche.

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